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I cinque principi dello yoga
 

 

 

   

Il Rilassamento
“Lo spirito che scuote il mondo dei sensi pur mantenendoli in armonia….trova riposo nella tranquillità.”
Bhagavad-Gita

Vivere con la mente ed il corpo rilassati è il nostro stato naturale, un nostro diritto di nascita; è soltanto il nostro ritmo di vita che ce ne ha fatto dimenticare.
Non esiste ormai più nessuno, inserito nel modo di vita occidentale, che non sia sottoposto, in un modo o nell’altro, a stress, a sollecitazioni,a tensioni, con tutte le conseguenze negative che ciò comporta.
Nervosismo, palpitazioni, contrazioni, insonnia, mal di testa, depressione, esaurimento, aggressività sono solo alcuni dei sintomi per mezzo dei quali il corpo e la mente ci segnalano che dobbiamo lasciarci andare, non reagendo all’ondata di stimoli che ci investe dall’esterno e che dobbiamo rilassarci.
Chi conosce l’arte del rilassamento possiede la chiave della salute, della vitalità e della pace mentale, perché il rilassamento è un tonico per il corpo, la mente, l’anima e lo spirito, scioglie le tensioni muscolari ed insegna a preservare e quindi a liberare grandi risorse di energia, abbandonando le preoccupazioni e le paure. Un rilassamento corretto produce gli stessi benefici di una notte di buon sonno.
Esiste un intimo legame tra la mente ed il corpo. Se i muscoli sono rilassati, la mente avrà facilità a rilassarsi; se la mente è ansiosa ed agitata, il corpo ne risentirà attraverso blocchi e contratture.
Tutte le azioni hanno origine nella mente. E’ la mente, una volta ricevuto lo stimolo all’azione, ad inviare ai muscoli l’impulso nervoso che ne provoca la contrazione.
Nella società moderna, frenetica e concitata, la mente è continuamente bombardata da stimoli che ci spingono a reagire come se dovessimo in ogni momento risolvere una situazione, prendere una decisione o, addirittura, metterci in salvo. Di conseguenza, la maggior parte di noi, spende gran parte della vita in uno stato di tensione mentale e fisica: questa tensione si manifesta in alcuni atteggiamenti tipici di ogni individuo, le mascelle serrate, la fronte aggrottata, il collo irrigidito e contratto. Questa inutile tensione è la causa dello spreco di energie che ci fa sentire stanche, sfiniti, che ci predispone alle malattie: sprechiamo le nostre energie per mandare impulsi continui ai muscoli per mantenerli contratti.
Le tecniche di rilassamento fisico, mentale e spirituale, sono parte integrante e fondamentale dello Yoga.
Con l’esecuzione delle asana, l’alternarsi della contrazione e della distensione, l’osservazione ed il controllo della respirazione, è possibile raggiungere uno stato di completo rilassamento.
L’alternarsi di contrazione e distensione è importante poiché si prende coscienza della apparente dualità e di come noi la viviamo, perché solo sperimentando la tensione si può successivamente sperimentale il rilassamento e vivere senza paura le onde della vita. Come nella quotidianità la mente invia ai muscoli l’impulso che li fa contrarre, così, con l’aiuto dell’educazione yogica impara a inviare messaggi di rilassamento. Con la pratica è possibile imparare gradualmente ad usare l’inconscio per estendere il controllo ai muscoli involontari ed al cuore, al sistema digestivo ed agli altri organi.
Anche la respirazione, armoniosa e regolare, ha un ruolo importante nel rilassamento, ma senza la pace spirituale il rilassamento non può essere completo.
Finché vi sarà identificazione con il corpo o con la mente, vi saranno paure, remore, preoccupazioni e sofferenze. Il rilassamento spirituale significa distacco (vairagya), ma anche pienezza della vita; significa diventare testimoni dell’attività del corpo e della mente per trascenderli e ritrovare identificazioni di ordine superiore con il Sé supremo, che è dentro di noi e fuori di noi, senza confini.
Il rilassamento viene percepito come scioglimento, espansione, leggerezza, calore. Il completo distendersi delle tensioni muscolari provoca euforia. Il rilassamento non è uno stato ma un processo attraverso livelli di progressiva profondità. Bisogna “lasciarsi andare” anziché “controllare”, “non fare” anziché “fare”.

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