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Thunchath Ezhuthachan: il padre della lingua del Kerala, il Malayalam

   

Sebbene le evidenze raccolte fino ad oggi non siano assolutamente certe, secondo le istituzioni più autorevoli Thunchan Ezhuthachan nacque nel XVI secolo a Tirur nel distretto di Malappuram nello stato del Kerala, India nella casa di famiglia (accanto al Tempio di Shiva di Thrikandiyur) chiamata Thunchan Parambu . L’apporto che questo poeta donò alla lingua malayalam è di immenso valore e per questo è stato riconosciuto come il padre di questa lingua. L’intervento primario fu quello di arricchire il vocabolario di lettere indispensabili alla pronuncia corretta del malayalam che si parlava al tempo e che aveva assorbito nel corso dei secoli elementi e fonetiche provenienti dal sankrito introdotto dai Bramini nambhoothiri, dall’arabo e altre lingue europee arrivate con gli insediamenti dei commercianti.
Le comunità appartenenti a categorie sociali differenti avevano dato luogo ad un bizzarro uso di quattro alfabeti:
il Vattezhutu, di 30 lettere che era insegnato quale alfabeto malayalam nelle varie scuole, kalari, alla gente comune;
il Grandhaskara usato dagli studenti per trascrivere gli insegnamenti ricevuti in sanskrito;
il sanskrito, usato dai bramini Namoothiri e qualche alunno scelto tra i più bravi;
combinazioni di Vattezhethu e Grandhashara furono usate con il risultato di aggiungere confusione in una situazione già non chiara!
In questo scenario era evidente la necessità di introdurre un sistema linguistico unico iniziando a trasformare l’alfabeto che andava arricchito di lettere idonee alla pronuncia delle parole provenienti da diverse lingue.
Il vocabolario malayalam, prima di Ezhuthachan,  consisteva di 30 lettere, quindi dopo uno studio approfondito sulle necessità di un sistema linguistico più idoneo alla traduzione della lingua che si era venuta a sviluppare, introdusse altre 21 lettere. Il nuovo vocabolario consistente di 51 lettere si rivelò perfetto per il linguaggio dell’epoca e fu il mezzo per una diffusione culturale più facilmente accessibile dalla gente comune che, a differenza di soli bramini, non parlava il sanskrito puro. Il problema che Ezhuthachan si trovò a dover risolvere subito dopo fu di trovare il modo più semplice per insegnare al popolo a leggere ed usare questo nuovo alfabeto. E quale poteva essere se non proporre una “canzone poetica” ovvero “pattu”, uno dei generi  più amati dai keralesi? Ezhuthachan compose l’Hari Nama Keerthanam che comprendeva tutte le nuove 51 lettere del nuovo alfabeto. La canzone rivela la profonda fede di Ezhuthachan in Vishnu quale Dio unico e quindi la sua filosofia Advaita. Tra le strofe il poeta esprime con umiltà la propria malinconia di fronte al fatto che sebbene Dio sia Uno, il nostro Ego ci confonde inducendoci  al pensiero che noi quali persone (antharatma) siamo diversi dalla Realtà unica che tutto pervade(Paramhatma).
La canzone divenne subito così popolare che la gente comune in breve tempo apprese il nuovo alfabeto. Ancora oggi durante la cerimonia di iniziazione dei bambini alla conoscenza, il Vijayadasami, che si tiene il giorno seguente alla nove notti di Navaratri ( 28 settembe nel 2009)  le lettere tracciate dai bimbi sul riso in un vassoio sono: “Anpathoraksharavum  oronnithenmozhiyil Anpodu cherkka Hari Narayana Nama”, la 14 strofa dell’Hari Nama Keerthanam oppure l’ “Hari  Sree Ganapathaye Namah” che consiste per intero delle stesse  51 lettere ed essenziale per questa  celebrazione della conoscenza che ebbe inizio proprio con Thunchat Ezhuthachan.
La casa ove nacque, Thunchan Parambu a Tirur, è il luogo più famoso dove si celebra la cerimonia di Vijayadasami ed i rituali propiziatori per i giovani poeti e artisti legati al mondo della letteratura.
Seguirono poi le traduzioni del Ramayana e del Mahabharata.
Nei suoi lavori poetici, Adhyatma Ramayanam e Mahabharatam, entrambi scritti in stile Kilippattu, giacciono le fondamenta di un nuovo linguaggio poetico in Malayalam. Ezhuthachan scrisse il Ramayana ed il Mahabharata come se fossero raccontate da un pappagallo (kili=pappagallo e pattu=canzone) e si riferì non tanto al Ramayana di Valmiki ma ad un Adhyatma Ramayana successivo e scritto in sankrito. L’Adhyatma Ramayanam è a tutt’oggi il testo più amato in Kerala e la lettura integrale dell’opera viene eseguita in tutte le famiglie indù nel mese di Karkidakam (Luglio-Agosto) dedicato aVishnu e anche conosciuto come Ramayana Masam, il mese del Ramayana. Il primo giorno del mese si inizia la lettura  e la si termina entro l’ultimo giorno. Nel 2009, il ramayanam masam è iniziato il 17 Luglio ed è terminato il 16 Agosto.
Il rito è affascinante: alla sera, dopo aver acceso le nilavilakku(le tradizionali lampade ad olio del Kerala) le persone si siedono attorno alla lampada e recitano l’Adhyatman. Il mese karkidakam è l’ultimo del calendario malayam “kollam”; il monsone in questo periodo raggiunge il suo apice e nei tempi passati il sostentamento dei keralesi dipendeva dalle scorte accumulate in precedenza visto che questo era il “panja masam”, il “mese della ristrettezza”. Con i terreni intrisi di pioggia non ci si poteva recare al lavoro e le strade non erano transitabili per potersi guadagnere da vivere diversamente, così per placare la furia della natura le famiglie si riunivano in casa e recitavano il Ramayana. Sebbene oggi la lettura in casa è limitata a famiglie indù molto osservanti, il Ramayana oggi viene letto durante karkidakam nei templi, nelle scuole e nelle sedi di particolari organizzazioni. Le associazioni spirituali e religiose indù organizzano discorsi pubblici, concerti e spettacoli teatrali basati sul Ramayana.
Un altro aspetto particolare di questo periodo è la straordinaria usanza dell’acquisto di un nuovo volume dell’Adhyatma che viene ripubblicata tutti gli anni dagli editori. Oggi, con l’avvento dei nuovi mezzi di comunicazione sono disponibili in commercio CD e DVD e attraverso il sistema satellitare tutte le stazioni televisive del Kerala trasmettono il Ramayana di Ezhuthachan in diverse forme come cartoni animati, film, letture, ecc.
La lettura di questo teso avviene anche quotidianamente e durante tutto l’anno in molti Ashram del Kerala dove si studiano i testi sacri e si praticano yoga e meditazione.
A parte i Ramayana-Bharatha Kilippattu altri lavori sono stati attribuiti a lui:  Uttara Ramayanam, Bhaagavatam, Harinama Kirittanam, Chintaratnam, Brahmanda puranam, Devi Maahatmayam, Irupatthinaalu vruttham, Shatamukha Ramayanam, e Kaivalya anvaneetam.

cerimonia conoscenza Kerala

 

23/10/2009 - di Anna Giosuè

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