LogoViaggIndaco
 

La storia di Varkala

 

 

 

   

Le origini di Varkala nella mitologia

Il nome di questa città trae la sua origine da un interessante “incidente” accaduto tra divinità nella mitologia Hindu :

“La mitologia Hindu è basata sulla Trimurti, cioè tre divinità nella forma di Brama, Vishnu e Shiva..
Brahma è il creatore dell’universo, Vishnu il preservatore e Shiva il distruttore. Sebbene tutti e tre vengono considerati ugualmente potenti, Brahma porta rispetto a Vishnu in quanto nato da un loto uscito dall’ombelico di Vishnu.
Un giorno Brahma con altri Devas(esseri celesti) stavano pregando al cospetto di Vishnu. Tale era la devozione che Brahma teneva gli occhi chiusi. Vishnu, non si sa per quale motivo, se ne andò lasciando al suo posto il saggio Narada. Quando Brahma, finita la preghiera, si rese conto di aver pregato un saggio anziché Vishnu andò su tutte le furie diventando rosso per la rabbia. Tutti i Devas, divertiti dallo scherzo, risero aumentando l’ira di Brahma così tanto che egli decise di mandarli sulla Terra a vivere lì come uomini e donne.
Poi Brahma prese il Varkalam ( un cordone fatto di legno che teneva intorno al collo) e lo tirò verso “Dakshina Keralam” che significa South Kerala. Il posto in cui cadde iniziò ad essere conosciuto come Varkalam. Con il tempo, l’uso continuato di questo nome ha fatto sì che oggi questa città si chiami proprio Varkala.
L’alta e suggestiva scogliera meglio conosciuta come “cliff”, che si erge maestosa a Varkala quale unico esempio lungo le coste del Kerala, suggella il racconto mitologico aumentandone il fascino.

Trimurti

Trimurti

Storia di Varkala come meta turistica

Nei primi anni del 70’, alcune guide turistiche di Kovalam, iniziarono a portare a Varkala i turisti per un escursione di un giorno. Varkala era una cittadina tranquilla e le sue spiagge erano di uso esclusivo dei pescatori che vi stendevano le reti al sole e vi ritiravano le barche. Non esistevano strutture turistiche nè commerciali. L’unico servizio disponibile per i turisti era un piccolo negozietto sul Cliff gestito da Sri.Gopalakrishnan  dove i locali ed i turisti potevano acquistare bibite  biscotti, frutta o sigarette.
Quando i turisti divennero numerosi, una piccola pensione chiamata “Donkey palace” aprì le porte ai visitatori offrendo camere e pasti.
Subito dopo anche la “Green House” gestita dalle sorelle Durga nandini e Sujatha, iniziò ad offrire un semplice alloggio per i turisti. Il figlio di Mrs. Sujatha, Sushil, con i suoi amici  Sanju, Shyam e Sreevalsan presero in seria considerazione il potenziale sviluppo turistico di Varkala aprendo il primo ristorante per turisti nei primi anni ‘90, il “Cliff Restaurant”. Tra di essi, oggi, solo Sanju è attivo nel turismo. Sushil è un architetto di successo a Dubai, Srrevalsan a Londra e Shyam è un uomo di affari.
Queste persone hanno iniziato un percorso che vede oggi Varkala come una delle mete più frequentate del Sud Kerala dove poter trovare l’atmosfera indiana in un ambiente aperto alla diversità e noi gliene siamo immensamente grati. L’avvento del turismo in Kerala, come inevitabilmente succede, ha portato drastici cambiamenti nelle tradizioni locali, ma ha anche risolto gravi situazioni di povertà portando ricchezza ed occasioni lavorative per milioni di persone.

Il Tempio di Varkala

 Il Janardhana Swamy Temple dedicato a Vishnu ha duemila anni di storia. Si racconta che il tempio nella sua posizione originale venne distrutto dalla furia di un’onda anomala dell’oceano. Molti anni dopo, un re del Regno Pandya (oggi Madurai) rivolse le sue preghiere a Brahma affinché perdonasse tutti i peccati da lui commessi. Rispondendo alle preghiere, Brahma gli apparse nel sogno e gli chiese di ricostruire il Tempio di Varkala. La divinità chiese inoltre al re di ritrovare la statua di Vishnu sommersa dalle acque e di collocarla nel nuovo Tempio. Il re si precipitò a Varkala e, con l’aiuto dei pescatori locali, ritrovò la statua di Vishnu e costruì il nuovo tempio sulla collinetta dove oggi si trova.
Il Tempio è a cinque minuti di passeggiata dal Cliff. In questo Tempio le tradizioni induiste sono molto rigide ma i visitatori rispettosi delle regole sono sempre i benvenuti. Per poter entrare nel tempio le donne indiane devono indossare il “sari” o il “salwar kameez” e mai durante il periodo mestruale. Le regole sono le stesse per Hindu e non-Hindu. Per le turiste straniere è sufficiente essere vestite dignitosamente con spalle coperte e gonne lunghe.
Solo gli Hindu hanno l’accesso al Sanctum Sanctorum, sebbene in alcuni casi, quando l’approccio e l’abbigliamento sono particolarmente giusti, anche i non –Hindu sono ammessi.
Gli uomini entrano nel Sancum Sanctorum con il dorso scoperto.
Si raggiunge il Tempio dall’entrata principale dopo una scalinata di 66 gradini. Altre due entrate, per coloro che non possono salire le scale, sono presenti sulla collinetta dove si erge il Tempio.
Si entra nel Tempio a piedi nudi e si può usufruire del servizio di “parcheggio scarpe custodito”, situato all’entrata principale, lasciando una mancia al custode.
La divinità di questo tempio è qui considerata molto potente in quanto ha esaudito molte preghiere dei credenti.

Il tempio Cerimonia

Il Tempio di Varkala e cerimonia al Tempio

La spiaggia sacra “Papanasam”

Le acque dell’oceano a Varkala hanno acquisito il potere delle preghiere e delle cerimonie qui eseguite dai Devas (esseri celesti viventi sulla terra, mortali ma con qualità spirituali superiori).
I Devas qui pregavano per il “Moksha”(il perdono dei peccati) rivolgendo le loro preghiere a Vishnu che si trovava nell’oceano. Questa è la ragione per cui durante “Karkkidaka Vavu”(il giorno di luna nuova nel mese Malayalam di Karkkidakam, di solito durante Luglio) milioni di Hindu si riversano sulle strade di Varkala per raggiungere la spiaggia sacra ove offrire i Puja per i loro defunti. E’ questa la ragione per cui la spiaggia porta il nome di Papanasam : “Papam” significa peccato e “Nasam” distruzione. Il potere delle acque che bagnano questa spiaggia sta nel rimuovere i peccati di chi vi si bagna. I pellegrini che raggiungono Papanasam usano riempire bottiglie di plastica con quest’acqua per riportarla ai familiari che per diversi motivi non hanno la possibilità di recarsi personalmente. I Puja offerti per i defunti hanno il potere di abbreviare il percorso delle anime verso il Paradiso.

La Spiaggia sacra

La spiaggia sacra di Papanasam

Le sorgenti sulla spiaggia di Varkala

La spiaggia di Varkala a Sud di Papanasam è ricca di sorgenti d’acqua dolce dove è possibile dissetarsi con acqua pura e freschissima oltre che rinfrescare il corpo con “docce all’aria aperta" durante le soste sulla spiaggia.

Sorgenti

Sorgenti in spiaggia

Sivagiri Mutt

(Sivagiri è una zona di Varkala che si estende su una collina; Mutt significa “istituzione religiosa o monastica”)
Questo Mutt  è una delle sedi della comunità seguace del grande saggio Narayana Guru. Qui è anche il luogo del Samadhi (ultimo riposo senza fine)del Guru.
Sree Narayana Guru (1855-1928) fu un grande riformatore delle rigide regole indiane concernenti la divisione in caste della popolazione. Egli sviluppò una filosofia nuova in cui si rifiuta ogni concetto di appartenenza a religione o casta viste come divisione tra l’umanità, sostituendo alla vecchia visione di società un modello esemplare di comunità in cui la scuola, la salute e la reciproca assistenza ne costituiscono le basi. Il motto della filosofia è “Una casta, una religione, un Dio”
Molto ci sarebbe da dire su questo grande Maestro, ma ci limitiamo in questa sede a poche informazioni visto che, per chi volesse approfondire, tanto materiale è disponibile nelle librerie o su internet . Narayana Guru nacque in una famiglia appartenente alla comunità Ezhava. Sebbene non fosse tra le ultime caste, a questa comunità venivano comunque negati alcuni diritti. Il Maestro focalizzò la questione delle caste sin da bambino e durante tutto il corso della sua vita, passato a studiare i sacri Veda e praticando lo Hata Yoga ai massimi livelli, si adoperò per trovare un modo pacifico con cui porre fine a questo sistema. Fondò egli stesso un tempio ponendo una statua di Shiva su un altare di pietra e sostenendo che ogni uomo o donna dovessero avere lo stesso diritto di pregare senza distinzione alcuna. I suoi seguaci divennero sempre più numerosi.
Oggi milioni di persone seguono  la filosofia di Narayana Guru.
Come era desiderio del maestro le scuole e gli ospedali di questa istituzione accolgono persone provenienti da qualsiasi casta o religione senza alcuna discriminazione. Ai più ricchi viene chiesto, senza nessuna imposizione, di offrire delle donazioni a favore dei più poveri al fine di dare la possibilità a tutti di ricevere cure ed istruzione. Agli innamorati che appartengono a famiglie di religioni diverse, e ai quali è quasi impossibile convincere i familiari a concedere loro il permesso di convogliare a nozze, basta recarsi allo Sivagiri Mutt…saranno uniti a nozze e se non hanno altre fonti di sostentamento(le famiglie li allontanano) si vedranno donare dall’istituzione una piccola somma per iniziare la loro vita di coppia.

Il Mutt di Varkala fu costruito nel 1904 e grazie a grandi donazioni da parte del Governo oggi si estende su l’intera collina Sivagiri.
Il Guru nacque durante il mese di Agosto e morì durante il mese di Settembre. In questi giorni viene ricordato con grandi celebrazioni. Ma, come egli stesso decise, è tra il 30 Dicembre ed il 1 Gennaio che si tiene il Festival del Pellegrinaggio (Sivagiri Theerthadanam) in onore di Narayana Guru. In questi giorni tutti i seguaci accorrono a milioni vestiti di giallo, il colore del Budha e del Guru, e vengono organizzati grandi festeggiamenti con fiere, giostre, divertimenti e tanta, tanta allegria. Per celebrare questa ricorrenza ecco come si espresse il Guru:
"Let the pilgrims congregate at the beginning of the European New Year. It should be Dhanu 16-17 in Malayalam calendar. Let the pilgrims observe 10 days'self-purification according to Sri Buddha’s principles of five purities (Pancha Dharma) - body, food, mind, word, deed”.
Lui chiese che i pellegrini indossassero vestiti di colore giallo, il colore delle vesti di Sri Buddha.
Let no one purchase yellow silk because we have recommended yellow garments. Not even new clothes are required on the pilgrimage. A pilgrim can dip a white garment in turmeric water and wear after drying. The pilgrimage should be conducted with simplicity and preferably be accompanied by the chanting of hymns. There should be no shouting and pilgrims should scrupulously avoid trappings of ostentation”.
Sree Narayana Guru introdusse un nuovo concetto di tempio totalmente innovativo in India. Il tempio è ottagonale e completamente aperto e non possiede il laghetto per le abluzioni. Installò nel 1912 una statua della Dea Saraswati ( Prima Madre e Dea della Conoscenza)dedicandole il Tempio. La Dea siede su un fiore di loto simbolo della purezza e della conoscenza. L’apertura dei rituali del Tempio ( semplificati rispetto ai tradizionali) è dolcemente accompagnata dagli Inni rivolti alla Grande madre alla quale Egli stesso dedicò una raccolta di poesie da lui scritte, il “ Janani-navaratna Manjari”.
Tra le sue raccomandazioni nel costruire i templi eccone alcune :
“It is not necessary to build temples in the old style by spending a lot of money” lui disse chiedendo inoltre che non fosse speso denaro per feste o fuochi d’artificio.
“In temples there should be spacious rooms where people can sit comfortably and take part in discourses. There must be schools attached to all temples. There should also be amenities attached to the temples to train children in various trades. The money that comes to the temples as donation must be spent in such a way that the poor people benefit from it. It is not desirable to make ponds near temples for the worshippers to take bath. It is not possible to keep the ponds always pure. Therefore bathrooms are to be constructed with an arrangement of small pipes so that the water will fall from above the head”. Da queste parole possiamo capire chiaramente la natura progressista di Narayana Guru ed il suo concetto di Tempio.

Sivagiri Mut

Sivagiri Mut

Una curiosità per noi italiani:
la prima statua del Guru Narayana ad essere scolpita quando il Guru era ancora in vita  fu opera di un italiano, il Maestro Tavaroli.

Statua Sivagiri

Una curiosità per noi di ViaggIndaco :

uno tra i nostri giovani amici ViaggIndaco ha frequentato per due anni ( 1° e 2° Media) la Sivagiri Narayana School di Varkala portando la presenza italiana in questa istituzione..

Copyright 2013 ViaggIndaco