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Il nuovo miracolo del Kerala si chiama Shashi  Tharoor

 
   

"Esitare nell’agire perché la totale visione potrebbe non essere raggiunta o perché gli altri non la condividono è solo un atteggiamento che ostacola il progresso".

Mahatma Ghandi

 

 

 

Dedicato a Shashi Tharoor (tratto dal film Swades-2004)

 

Il Kerala ci ha stupito ancora una volta dandoci la reale dimostrazione di come la coscienza sociale di un intero stato può agire all’unisono manifestando, nel momento giusto e per una giusta causa, il dissenso verso un Governo che non mantiene tutte le promesse con l’arma potente e legale quale è quella del voto elettorale. Il Kerala, come già spiegato nell’articolo “Il miracolo del Kerala”, è uno stato in cui i cittadini ben governati hanno dato conferma di quanto può il popolo stesso avere la volontà e le capacità di concretizzare il programma teorico delineato dal partito della maggioranza. I Malayali si sono impegnati duramente nel piano socio-economico proposto dal partito Comunista che nel 2004 vinse le elezioni appoggiato da tutto il Paese; tutti hanno collaborato per poter raggiungere  una condizione sociale, culturale, sanitaria ed ambientale migliore assicurando a tutti uno stato di benessere quantomeno dignitoso. E tanto è stato fatto. Questo lo si deve riconoscere. Ma considerando le ingenti somme di denaro a disposizione del Governo tali miglioramenti non sono stati assolutamente in grado di soddisfare le aspettative di un popolo che aveva creduto di sacrificarsi nel nobile valore della giustizia sociale. Alla fine del mandato, quindi, e sulla base di opere non eseguite entro i termini stabiliti e promesse di elevazione sociale per gli appartenenti alle classi più povere non onorate, il popolo tutto si è recato alle urne ed ha espresso la sua ferma volontà nel voler essere ben governato sconvolgendo  i parametri politici previsti e votando come nuova guida del Paese il Partito del Congresso con a capo Sonia Ji (così è chiamata Sonia Ghandi in India. Ji si aggiunge al nome di una persona alla quale si portano grande stima e rispetto) affidando i 14 distretti in cui è organizzato il paese nella comprovata esperienza politica di questo partito. Il secondo governo di Manomohan Singh (eletto il 22 maggio 2004 Primo Ministro e appartenente al Partito del Congresso) per tutta l’India avrà in totale 78 ministri. Le consultazioni del premier con Sonia Ghandi, leader del Congresso, sono durate tre giorni ed è stata decisa la lista dei componenti dell’organo esecutivo: sono 59 i ministri che hanno già prestato giuramento davanti alla presidente della Repubblica Prathiba Patil dei quali 14 fanno parte del consiglio di gabinetto del governo ed è interessante notare che tra loro ci sono molti nuovi nomi e sostenitori di Rahul Ghandi, il figlio di Sonia, il quale non ha accettato di entrare a far parte dell’esecutivo per prendersi cura a tempo pieno dell’ala giovanile del Congresso. Questo Governo, che ha scelto di dare fiducia ai giovani dando spazio e voce alle loro brillanti menti apportatrici di preziose nuove idee, si è imposto in India con una solida maggioranza conquistando oltre 300 seggi dei 543 totali.
Ma il vero miracolo di socialità è avvenuto nel distretto di Thiruvanathapuram e porta il nome di Shashi Tharoor.
Quando il Partito del Congresso ha annunciato la candidatura di Tharoor per il distretto di Thiruvananthapuram (già Trivandrum), l’indignazione dei cittadini è stata evidentissima. Persino i locali rappresentanti del Partito del Congresso hanno a lungo espresso il loro dissenso per la scelta di questo candidato : “Lui non è uno di noi”, protestavano, “Lui è uno straniero...come può uno straniero venire qui a governare noi?”, “Se ne torni a New York o in Inghilterra da dove è venuto”. Le contestazioni avevano preso la forma ed i toni di un coro unanime nel distretto e nell’intero stato. Nessuno poteva accettare che una persona nata in Inghilterra e cresciuta professionalmente negli Stati Uniti potesse prendere parte attiva nelle decisioni che concernono la soluzione di problematiche tanto delicate quanto profondamente radicate quali possono essere quelle dello stato del Kerala che seppur brilli di una luce unica è immesso in un Grande paese colmo ancora di angoli di buio troppo nascosti da essere facilmente rischiarati. E come dare torto a questa gente? Cosa ne può sapere una persona nata e cresciuta in Occidente delle piaghe dolenti dell’India povera, del Kerala povero, nascoste e dimenticate, quando non cinicamente negate, dietro le quinte di un palco dove per loro Bollywood, il Tecnopark di T’Puram, le Miss Mondo e l’ascesa economica sono solo una nuova forma di commedia teatrale in cui il copione è scritto solo per gli attori e gli spettatori? Questa enorme massa di persone che popola l’India, separata da un grande palco teatrale in cui da un lato si recita la vita mentre dall’altro si muore, sa bene come stanno le cose nel proprio paese e delle parti schierate ne ha una completa visione. Nonostante il silenzio al quale la voce del popolo è ancora tenuta a sottostare, gli indiani che vivono in India, sanno bene come stanno le cose nel loro paese e sanno anche quali sono le cose che non possono sapere quelli che nella grande rappresentazione teatrale indiana sono solo attori o spettatori.  Nessuno sembrava voler lasciare che da New York arrivasse un estraneo a rappresentare il popolo indiano. Nessuno sembrava voler riconoscere a Shashi di essere indiano sebbene nato a Londra solo perché i suoi genitori vi si trasferirono per motivi di lavoro lasciando il loro cuore a Palakkad, nel Kerala. Ed è proprio a quei cuori che Shashi “tornando a casa” ha ridonato il battito. Non si è abbattuto quando il muro del dissenso ha mostrato i suoi solidi mattoni. Così come le aquile dalla testa bianca che sorvolando le coste del Kerala le quali quando vengono attaccate dalle altre grandi aquile echeggiano nel cielo terso il loro particolare verso che invoca “Krishna”e con quello trovano la forza di volare con più impeto e superare il pericolo, Shashi ha diretto il suo volo senza avere paura e con la coscienza delle sue origini ha infranto il muro della diffidenza. Dall’alto della sua esperienza professionale (ex diplomatico delle Nazioni Unite ed ex candidato alla carica di segretario generale) e forte del suo bagaglio culturale (parla benissimo l’inglese, il francese, l’hindi ed il malayalam ed  ha scritto undici libri molti dei quali tradotti nelle maggiori lingue e venduti in Asia come in Occidente compresa l’Italia), con l’unico intento di mettere al servizio del suo paese i suoi talenti, Tharoor ha impiegato tutti i mezzi della moderna tecnologia per far giungere il suo messaggio alla gente ma è stata la sincerità dei suoi occhi a raggiungere i loro cuori.  Un sito in internet in inglese e malayalam, la presenza su facebook e twitter e la colonna sonora di “Slumdog millionaire” “ Jay Ho” per la campagna elettorale sono stati solo una eco della sua presenza in mezzo al popolo per giorni e giorni e delle sue parole, pulite e chiare, colme solo di una grande benevolenza. Del grande poema che l’India povera continua a raccontare ha voluto conoscerne le storie, e ascoltarne le voci e guardarne gli occhi e provare a capire quanto è difficile vedere se la polvere e la fame ti annebbiano la vista.
Con le sue mani ha toccato “quelle mani” che nessun altro avrebbe potuto sfiorare.
Con i suoi piedi ha calpestato “quel terreno” in cui nessun altro avrebbe potuto entrare.
E la gente ha risposto alla sua invocazione, come un Dio benevolo la gente indiana ha accolto un altro suo figlio.
E’ stato accettato Tharoor da tutto il distretto e proprio a lui hanno dato il mandato per governare questo meraviglioso angolo del Kerala. Il grande saggio Tagore sarebbe fiero di questo popolo che ha agito seguendo il pensiero tagoriano secondo cui “la conoscenza è sempre la benvenuta da qualsiasi parte del mondo provenga”.
“Ogni volta che le comprendiamo e godiamo, le creazioni umane diventano nostre all’istante, ovunque abbiano avuto origine. Io sono orgoglioso della mia umanità quando posso riconoscere come miei gli artisti e i poeti di altri paesi. Voglio sentire con gioia incontaminata che tutte le grandi glorie dell’uomo sono mie. Perciò mi ferisce profondamente sentire che il grido del rifiuto risuona alto contro l’Occidente nel mio paese, dove si rumoreggia che l’educazione occidentale può solo farci male”. Queste sono le parole di Tagore.
Ancora una volta il Kerala, tanto ancorato alle sue tradizioni, ha dato la conferma più grande che la disponibilità all’ascolto e l’apertura al dialogo sono alcune delle sue più preziose tradizioni e che a pervadere l’etere di questa terra accanto ad un misticismo troppo spesso confuso con una passiva remissività, vi è un forte e sano scetticismo, troppo spesso confuso con l’indifferenza, per mezzo del quale la sua gente prende le distanze solo per osservare meglio e per lasciare che il tempo dipani i fatti rivelando la vera natura delle cose…e dell’essere umano.

2/06/2009 di Anna Giosuè

 

Paani lo paani (tratto dal film Swades-2004)

 

Noi di ViaggIndaco abbiamo scelto Varkala come nostra base in Kerala e questa cittadina si trova nel distretto di Thiruvananthapuram. Conoscere il pensiero di Shashi Tharoor è un modo per meglio comprendere la situazione sociale attuale del paese del quale siamo ospiti e quindi una possibile futura opportunità di uno scambio reciproco di idee attraverso un dialogo diretto con i suoi abitanti sempre pronti alle argomentazioni di ogni genere.

Sashi Tharoor

          Il pensiero di Shashi Tharoor

 

La mia visione:
Un’India, dove ognuno è in grado di avere abbastanza cibo, vestiario e alloggio;
Un’India, dove ognuno è nella condizione di ricevere una istruzione decente;
Un’India, dove tutti possono avere accesso alle cure sanitarie, servizi igienici e acqua potabile;
Un’India che si impegna per la crescita economica ma anche attenta alle esigenze dei suoi più poveri e le persone vulnerabili;
Un’India forte abbastanza da riuscire a proteggere i suoi confini e garantire l’incolumità, la sicurezza ed il benessere di tutti i suoi cittadini.

Il mio credo:
Mi inserisco nella vita politica nella ferma convinzione che:
La politica è una possibilità di servizio pubblico, non un’opportunità di auto-promozione;
Il Governo esiste per servire i cittadini e non viceversa;
L’onestà e l’integrità sono fondamentali nella vita pubblica;
I principi ed i valori che ho accolto per tutta la mia vita non dovrebbero essere modificati per soddisfare la convenienza politica del momento;
Il mio unico scopo è quello di lavorare per il benessere del popolo del mio paese, il mio stato ed il mio collegio elettorale;
Ho grande orgoglio per l’India e credo di poter lavorare per renderla una terra ancora migliore per tutti i suoi cittadini.

Sashi e bambina

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