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Riti e tradizioni del Kerala:Sarpam, il Serpente

   

 

SerpenteNella leggenda della creazione del Kerala raccontata nei Purana si narra che, Parasurama, dopo aver fatto emergere la terra dal mare Arabico, la consegnò ai Bramini Namboothiri affinché la governassero.
I Bramini però, si accorsero che il terreno conteneva troppo sale per cui non era adatto ad essere coltivato né per fornire acqua da bere e si rivolsero a Parasurama pregandolo di risolvere il problema. Parasurama a sua volta si rivolse a Parameswara il quale incaricò i “Boothas” (i cinque elementi) ed i “Serpenti” ( Naga, esseri contrapposti agli Dei ma benevoli verso gli esseri umani), di ridurre il contenuto dell’acqua. I Serpenti rimescolarono i Boothas ed estrassero il sale dal terreno del Kerala rendendolo coltivabile e pregno di sorgenti d’acqua purissima.
A questo punto, Parasurama chiese ai Bramini di riservare un quarto della terra posseduta da ognuno di essi ai Serpenti come manifestazione di gratitudine. I Bramini però si rifiutarono. Subito dopo tutto il popolo del Kerala fu colto da terribili malatttie.
I Bramini ricorsero di nuovo a Parasurama affinché intercedesse presso Parameswara ancora una volta.
Parameswara ascoltò le preghiere e consigliò alcuni rituali che sarebbero serviti ad ottenere il perdono dei Serpenti e la fine delle terribili malattie.
Questi rituali erano:
il Sarppakalam Kalamezhuthu (terra scrittura) un disegno da eseguire sulla terra,
il Sarpamthullal (serpente danza) una particolare danza ipnotica per invocare i serpenti,
e le Pulluvanpattu (Pulluva canzoni) le canzoni cantate dagli appartenenti alla tribù Pulluva.

PulluvaLa celebrazione dei rituali fu affidata alla comunità dei Pulluva. Agli uomini Pulluva (pulluvan)venne assegnato il compito di effettuare i riti ed i kalam dei serpenti, suonare specifici strumenti e preparare tutto ciò che serviva per condurre correttamente il rituale. Alle donne (pulluvathi) vennero donati poteri particolari nella conduzione del rito grazie ad un fatto accaduto precedentemente. Il Serpente Anjanamani Nagam era stato salvato dalle fiamme della foresta da una ragazza di nome Naagan C. Nallamma. Come atto di gratitudine, ora, il Serpente le donò il potere magico della guarigione: bastava che la ragazza suonasse il Pullorkudam e qualsiasi creatura poteva essere guarita. Le donne furono prescelte anche per la danza ipnotica del Serpente.

sarpa kavuQuesti rituali vengono ancora seguiti con lo stesso fervore da gran parte del popolo del Kerala senza distinzioni di casta.
I diversi riti, condotti esclusivamente da appartenenti alla tribù Pulluva, vengono celebrati  in case private, che di solito appartengono a famiglie di casta Nair, dotate di un “Tharavaadu” e cioè di una parte di terreno riservata ai Serpenti esposto a Sud-Ovest. Nel Tharavaadu, all’ombra di un albero, preferibilmente un “Ungu”, vi è un “Kavu” e cioè un altare posto su un piedistallo di pietra. Il Kavu deve essere riparato altrimenti durante le piogge i Serpenti si rifiuterebbero di uscire.

Nelle case private di solito si richiede uno di questi riti in casi di malattie, sfortuna o difficoltà nel generare figli.
Il primo giorno di ogni mese, considerato festivo in tutto il Kerala, spesso le famiglie richiedono una canzone dai Pulluva per assicurarsi il benessere per i successivi trenta giorni.

Nei templi si celebrano i riti in particolari ricorrenze e generalmente nei mesi del calendario malayalam kanni, tulam, cumbam e matam (vedi dizionario italiano-malayalam nella pagina principale) e per il compleanno dei Serpenti “Ayilyam” che cade durante il mese nel giorno della stella Aslesha .
Gli Dei Serpenti invocati in questi riti sono: la Dea Serpente Nagayaaskshi consorte , il Dio Serpente Nagarajavu, Sarpayakshi consorte, Maninaagam, Erinaagam, Karinaagam, Kuzhinaagam, Paranaagam e Kanyaavu ed altri discendenti.

perasseri termiataio kavuI templi dei Serpenti principali in Kerala sono: Mannarassala (distretto di Alleppey), Vetticode (distretto di Alleppey), Kannannor Devi Temple (Chennithala, Mavelikara, distretto di Alleppey) Paambu Meykkaad (distretto di Trichur), Trippara Temple (distretto di Kollam), e Ametamangalam (distretto di Ernakulam). Il Tempio dei Serpenti più antico è il Perasseri temple nel distretto di Kannur. La zona dove questi rituali sono più diffusi è la Valluvanad.

In Kerala come in tutta l’India migliaia e migliaia  Sarpam Kavu, possono essere scorti nei templi o altri siti come ad esempio i Sacred Grove o i termitai, dove i serpenti si rifugiano, e sempre sono considerati luoghi sacri.
La mitologia hindu considera centinaia di  divinità Serpenti. La scelta della divinità da adorare dipende dal credo individuale. Vi è da dire che le divinità adorate in India sono 66 milioni, parte di esse sono in forma di serpente e comunque il simbolo del serpente è presente in quasi tutte le manifestazioni divine.
Ogni Venerdì gli anziani fanno le offerte alle divinità dei serpenti offrendo loro latte, uova, curcuma, kumkum e ghirlande di fiori. Le offerte di cibo vengono fatte non perché siano i Serpenti a mangiarle, ma per il fatto che questi cibi attirano i topi che a loro volta attirano i serpenti mangiatori di topi. I serpenti mangiatori di topi sono le prede preferite dai serpenti velenosi, in particolare i King Cobra, i più temuti dall’essere umano. In questo modo, nell’antichità, gli indiani trovarono il modo di vivere in queste terre senza distruggere la natura e difendendosi dai possibili attacchi da serpenti affamati. In India ci sono 270 tipi di serpenti dei quali 60 sono velenosi. Solo un esiguo numero di specie è in grado di scavare le tane. La maggior parte delle specie usa le tane già scavate da granchi, topi e termiti.
Sarpakavu uno

Ci sono anche serpenti che vivono nei buchi degli alberi e che sono simili ai cobra e ai serpenti d’acqua ma che sono meno velenosi. I serpenti più velenosi in assoluto in India sono i Big Four Serpents: Indian cobra, Common krait, Russell’s viper e Saw-scaled viper. Il più popolare è l’Indian cobra. In India si possono vedere facilmente accompagnati dai loro incantatori.
Ad ogni modo, per gli eventuali morsi, le foreste offrono erbe particolari che posseggono le proprietà di antidoti contro i morsi di serpenti. La natura è sempre previdente!

I Kavu termitai si trovano di solito vicino agli alberi, nel caso in cui l’albero è un Neem, allora il luogo viene considerato molto sacro in quanto si crede che qui risiedano le Devi adagiate sui loro serpenti.
In Kerala, dopo millenni, i Pulluva sono l’unica comunità autorizzata a celebrare i rituali per i Serpenti.

 

Sarpakkalams-kalamezhuthu

Sarpakalam

Da Kalam (anche “dhulee chitram”), che significa “terra” e Ezhuthu, che significa “scittura”, il Kalamezhuthu è un sistema che permette di effettuare straordinari disegni sul terreno usando tecniche geometriche e colorandone le parti con erbe triturate o pigmenti naturali.
Il Sarppakalams è un tipo di kalam specifico per i rituali di invocazione dei serpenti che richiede l’opera di artisti specializzati provenienti da comunità indigene preposte a tale pratica. Gli esperti di Nagakkettu (disegno dei naga) creano opere in cui vengono raffigurati intrecci di serpenti.
Le cerimonie complete dei serpenti durano di solito cinque giorni in cui si invocano le cinque diverse specie di divinità serpente: Nagaraja (il Re serpente), Nagayakshi (la regina), Karinagam (serpente nero), Paranagam (serpente alato) e Anchilamaninagam (il serpente dalle cinque teste trasportatore del gioiello).
In ognuno dei cinque giorni deve essere effettuato un kalam rappresentante una delle categorie di serpenti. Il più complicato si esegue l’ultimo giorno ed è l’ashta nagakkalam e rappresenta un intreccio di otto cobra.
Il disegno viene eseguito nel Naattupandal che è una struttura montata per l’occasione usando materiali naturali e decorata con fiori, frutta e foglie ricreando l’ambiente della natura. Il naattupandal è coperto con un tetto in foglie di palma da cocco e ai bordi vengono appese sottilissime striscioline di foglie.
Il disegno inizia al mattino. Gli appartenenti alla comunità Pulluva intonano le canzoni dell’inizio del cerimoniale che sono dedicate a Ganapaty meglio conosciuto come Ganesh, per la rimozione degli ostacoli e la buona riuscita del rituale. Entro mezzogiorno il disegno deve essere terminato.
Il disegno viene tracciato prima sulla base di chakra tantrici sui quali si svilupperanno gli intrecci dei serpenti. I disegni possono essere eseguiti e le forme riempite con semplice cenere, in tal caso si chiamano Bhasma kalam oppure colorati ed in tal caso si chiamano Varna Podi kalam. I colori naturali usati sono cinque, i Panjavarnappodi e sono polveri usate come riempimento. Le sostanze naturali usate sono:per il bianco, polvere di riso, per il nero, carbone, per il giallo, curcuma, per il verde foglie triturate, per il rosso curcuma mescolato a lime.

Il Sarpamkalam rappresenta la terra, madre natura e il punto di congiunzione tra noi, la natura e l’energia che tutto pervade. Con questo disegno si creano le premesse per un sistema di comunicazione sensoriale paranormale con le forze della natura. 
Durante la realizzazione del sarpakkalam i pallava intonano le canzoni pallavanpattu dal potere altamente ipnotico specialmente se ascoltate a lungo e mentre si osserva l’esecuzione del kalam. Alla fine del kalam viene effettuato il puja con l’offerta di Noorum Paalum, lime e latte.

Pulluvanpattu -Sarpapattu

Pulluva

II Pulluva sono l’unica comunità autorizzata a celebrare i rituali per i serpenti. Le “pattu” che essi intonano sono canzoni propiziatorie che accompagnano i riti e possono indurre a stati ipnotici. Le sarpapattu vengono eseguite anche durante la realizzazione del sarpakalam. Gli strumenti musicali usati dai Pulluva sono il Pulluva veena, il Pulluva Kudam, Para e i Thaalam. I Pulluvan veena (nanduni) sono ingegnosi strumenti con la forma di violino fatti con legno di arralee (teak), jackfruit e cocco. Le corde sono ricavate da una pianta conosciuta come “naagachitaamradaa”. I Pulluvan kudam, sono strumenti in terracotta con un grande foro alla base coperto da uno strato sottile di pelle di animale con una corda passante all’interno e tenuta in tensione dall’artista mediantel’uso del piede sinistro e suonata con la mano destra. I Para sono tamburi rudimentali. I Thaalam o Elathalam sono piccoli cimbali di metallo.
Il sistema musicale è simile al sistema classico raga.
Le pulluvan pattu vengono eseguite anche durante l’Aylyam Puja.

Sarpamthullal –la danza dei serpenti

Donna serpenteIl Sarpamthullal è un’antichissima danza rituale ipnotica proveniente da una tradizione millenaria degli indigeni del Kerala. Senza dubbio è una delle più affascinanti pratiche tribali sopravvissute al sopravvento di spettacolarizzazioni di arti antiche per scopi turistici di mero sfondo commerciale.  In India gli esseri umani ed i serpenti da sempre convivono nello stesso ambiente nutrendo sentimenti di odio e amore reciproci. Il serpente attacca l’uomo solo se viene disturbato o attaccato…l’uomo attacca il serpente se viene minacciato ma soprattutto per ucciderlo e venderne la preziosa pelle. In India, i fedeli di religione induista non possono disturbare né danneggiare il serpente o l’ambiente in cui vive. Il serpente può solo essere evocato affinchè esaudisca le preghiere del devoto. I serpenti, nella mitologia hindu hanno un posto fondamentali tra le divinità strettamente collegate con la natura e la preservazione come la conservazione di essa. Si nutrono di topi e di serpenti-topo, ed in questo modo eliminano le specie pericolose per l’agricoltura. Le divinità serpente sono preposte alla protezione della natura, della casa, dei terreni posseduti, della famiglie, delle malattie di uno degli appartenenti alla famiglia e alla fecondità. La maggior parte delle preghiere rivolte ai serpenti provengono da coppie con problemi legati alla fertilità. Ma è tra le donne ed i serpenti che esiste un millenario rapporto di intimità spirituale del quale la  profonda intensità costituisce una materia avvolta nel mistero. A tal proposito, per chi volesse approfondire, consiglio di vedere l’ultimo film di Deepa Mehta, la nota regista indiana, Heaven on Earth.

 

Copertina filmSono le donne che, durante l’evocazione, recepiscono e assorbono l’energia che i serpenti attingono dalla Madre Terra per poi emanarla agli esseri umani che ne hanno più bisogno. La partecipazione a queste cerimonie è profondamente coinvolgente e sebbene io sia dotata di un discreto scetticismo, la considero assolutamente interessante da tutti i punti di vista e un’occasione da non perdere durante una vacanza in Kerala.

Molte sono le leggende mitologiche legate ai serpenti, tante quante sono le diverse correnti dell’induismo, in cui i fedeli si affidano ad o più manifestazioni del divino tra i 66 milioni di divinità. L’induismo è una filosofia in cui le manifestazioni della coscienza cosmica costituiscono l’oggetto della devozione. In pratica tutto e tutti devono essere considerati come manifestazione del divino e da qui il famoso saluto: Namaste. Ma per quanto riguarda i serpenti, c’è molto di più che filosofia. In India si crede che i serpenti conoscano il segreto di prendere possesso dell’anima e della mente degli esseri umani al fine di sostenere e guarire i più devoti o vendicare delle brutte azioni ricevute. I serpenti sono ritenuti molto potenti nel sanare situazioni impossibili, guarire da malattie incurabili ma anche nell’essere letali in caso di vendetta. Chi reca danno ad un serpente, subisce conseguenze disastrose in campo finanziario e di salute ed i suoi familiari non sono esclusi dalle disgrazie. Chi ha recato danni ai serpenti nella vita precedente, non potrà concepire in quella attuale.
In Kerala è  possibile vedere sarpam kavu ovunque, lungo le strade, all’interno di proprietà private, nelle foreste e ovviamente nei templi, molti dei queli, sono dedicati esclusivamente ai Naga, come vengono chiamati nell’induismo o meglio conosciuti in Kerala, Sarpam.
La cerimonia inizia subito dopo il puja Noorum Paalum.
Se la cerimonia è stata richiesta per guarire una persona in particolare o risolvere i problemi di fertilità di una coppia, i destinatari dei benefici (piniyaal) vengono fatti sedere di fronte al kalam.
I Pulluvan iniziano a suonare e cantare mentre vengono fatte entrare le Pulluvathi (kanyas) che evocheranno i serpenti. Esse sono vestite in  thorthu mundu oppure di sola pavada e choli ed i loro capelli sono sciolti. Il pandal sotto cui è stato eseguito il kalam è stato adornato con, fiori di granium,jasmine, chrisanthemum indicum, champaca, lotus, foglie di banyan, betel, rametti di arecanut e cocco.
Dopo sette giri intorno al Sarpam kalam con una spada nella mano destra e semi per l’offerta nella sinistra, le Pulluvathi  depongono le armi a terra e vengono consegnati ad esse dei rami di fiori di palma da cocco (pokulas o arecanut). Le Pulluvathi si siedono a terra esternamente al  kalam ed iniziano ad entrare in contatto con l’elemento che fungerà da porta d’accesso per le divinità serpente. La donna più anziana sarà colei che lascerà entrare dentro di sé Nagaraja e si siede direttamente sul kalam. La musica aumenta di intensità e le pulluvathi iniziano la danza che man mano diviene sempre più frenetica. Raggiunto il culmine della danza ipnotica, le pulluvathi e a volte anche altri partecipanti al rituale perdono completamente ilcontatto con la realtà e l’immedesimazione nei serpenti è di straordinario effetto psicologico. I profumi dei fiori, dell’incenso si mescolano alle ombre prodotte dalle lampade a olio e alla musica ripetitiva ed ammaliante. Le pulluvathi a questo punto cadono in trance e rivelano dei “segreti”, profezie che raramente risultano sbagliate! La temperatura corporea delle pulluvathi si alza e per questo vengono cosparse di latte di cocco e acqua di rose. Durante la danza le pulluvathi disperdono e cancellano il kalam e poi perdono i sensi esauste. Quando poi vengono fatte rinvenire non ricordano nulla di ciò che è accaduto. Se durante la cerimonia una delle pulluvathi ha manifestato rabbia o segni di violenza, il kalam e la danza devono ricominciare da capo.
La fase finale del rituale è il Guruthi, le pulluvathi e ciò che rimane del kalam vengono bagnati con acqua, lime e curcuma.

 

 

6/07/2009 di Anna Giosuè

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