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Racconti di Viaggio
 

 

 

   

 

Mi sono regalata il Kerala

Non ero mai stata cosi lontana da casa.
Erano molti anni che non mi  concedevo una vacanza così lunga.
Era la prima volta che partivo da sola e senza bagagli affettivi ingombranti appresso.
Da un paio d’anni, a tempo perso, se ne fantasticava  con Barbara al punto che  sembrava che più un miraggio che un progetto reale.
Invece, quasi magicamente, a partire dall’estate scorsa tutti i tasselli che avrebbero concorso a  rendere  possibile questo viaggio si sono concretizzati uno dopo l’altro e finalmente siamo arrivati al giorno della partenza.
L’impatto con l’India è stato forte già a partire dall’arrivo all’aeroporto.
La  luce dell’alba, i suoni , la  moltitudine di persone, le auto e i pulmini scalcagnati, i colori  intensi e poi gli odori.....
La stanchezza del viaggio, la carenza di sonno non sono riusciti a mitigare le emozioni provate.
Ma questo è stato solo l’inizio, per 15 giorni sono stata protagonista di un crescendo di sensazioni, di emozioni, mi sono sentita accolta  da un calore amico,  ho percepito un senso di pace e di serenità crescenti.
Gli Indiani sono un popolo meraviglioso. Lo sono sicuramente quelli che ho potuto incontrare  e conoscere a Varkala .
I loro visi sono aperti ,gli occhi sono espressivi, lo sguardo  intenso e volto all’infinito.
Mi piace pensare che non posseggano il concetto di ambizione e che siano capaci di accettare attivamente tutto ciò che la vita  offre loro senza pretendere altro.
Al resort mi sono lasciata via via trasportare dai ritmi lenti della giornata,  dagli appuntamenti quotidiani con le terapiste ayurvediche che in silenzio si prendevano cura del mio corpo e della mia mente, regalandomi ogni giorno un po’ più di calma, di pace interiore, di serenità .
L’incontro con il medico ayurvedico, così diverso dai medici con i quali siamo abituati a rapportarci, è stato importante.
Il suo sorriso mi ha colpito,   così come la saggezza che traspariva dai suoi occhi, la calma espressa  nell’ascoltare tutti i miei "malanni" ma soprattutto quello che più mi ha intrigato è stata   la sua discrezione nell’omettere  la frase che, da sola  avrebbe potuto dare un senso a tutta  la terapia:
“ Cambia vita, un altro modo di vivere è possibile, non solo qui ma anche quando ritornerai nel tuo mondo occidentale”
 E’ proprio  questo che ho maggiormente apprezzato in lui: Il rispetto per la mia intelligenza.
Sarei arrivata a questa conclusione  da sola e sarebbe stata un mio apprendimento.
Gli appuntamenti quotidiani con il maestro di yoga, il suo atteggiamento mite ma al tempo stesso risoluto, la sua capacità di comunicare attraverso il tono di voce,  la mimica del viso,  il  sorriso più ancora che con  le parole hanno costituito un altro tassello  per una mia sottile trasformazione.
Infine l’alimentazione così diversa da quella sino a quel momento adottata, le medicine scrupolosamente assunte benché  dal sapore  orrendo, l’acqua  calda medicata bevuta in profusione  hanno contribuito a completare l’opera.
Tutto questo in un contesto ambientale e paesaggistico indescrivibile... Vegetazione rigogliosissima, spiagge lunghe e sabbiose, mare caldo e pescosissimo, fiori e frutti multicolori.
Alla fine della vacanza mi sono sentita rinata, rilassata, riposata e sostanzialmente più leggera ( non solo per la perdita di peso corporeo!)ma soprattutto per aver smaltito un quantitativo non indifferente di tossine mentali.
Ora posso affermare che solo la mia raggiunta capacità di amarmi mi abbia consentito di regalarmi  il Kerala.

Grazie Anna per aver reso tutto questo possibile con la tua sapienza e l’indianità acquisita.
Sei stata una guida, non guida, una compagna di viaggio, non compagna, un’amica non amica, un’organizzatrice non organizzata e in  queste contraddizioni trova spazio  la tua ricchezza e la tua straordinarietà .



Laura

inviato da Laura Piccardo il 22/03/2010

 

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