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Racconti di Viaggio

 

 

 

 

Un altro viaggio       

Questo non è un racconto né un trattato, non è una lettera né un estratto di diario, non è insomma qualcosa che ha a che fare con la letteratura…del resto,  non sarei in grado di produrre niente di simile con la mia vacillante cultura per lo più da autodidatta.
E’ un altro viaggio.
La storia della mia riflessione, che ora scrivo solo al fine di togliermene una parte da dentro per metterla lì, da qualche parte, in questa terra di mezzo che non appartiene a nessuno, e dove chi trova qualcosa, può farne ciò che vuole.
E’una  riflessione, dunque, come mi era stato suggerito sin dall’inizio, non è da considerarsi reale.
E’ una realtà  riprodotta dalla mia mente e restituita in molteplici forme insolite rispetto ai cliché cui sono costretta a riferirmi per riuscire a convivere con tutto il sistema, ma sicuramente più esaustiva per me, singolo individuo dotato di intelligenza e coscienza , che ha pensieri propri non sopprimibili. Un ologramma di me nella mia visione dei fatti che continua a scorrere sopra il fiume delle cose che accadono qui, dove io vivo in forma tangibile. E’ una specie di esorcismo dove però il mostro non è un demone permanente che si agita infastidendo l’ospite  e che si fa fatica a cacciare, ma un’entità positiva ed effimera, una “semper aedem”della mente, che nasce e rinasce continuamente  discreta e silenziosa, con l’irrequietezza di chi sa che la lucidità del pensiero dura un attimo solo; un essere capace di discernere i tempi giusti e che all’apice della sua crescita spiega le ali, nell’ambiente chiuso della mente, per  cercare disperatamente di evadere e fuggire, liberando l’ospite,  pur lasciandogli il regalo più bello… l’ennesima sintesi  dei pensieri…la riflessione.

 Sia ben chiaro, non è un bene destinato al consumo, specialmente quello che oggi fa impazzire il mondo e che chiamiamo consumismo…questo non lo puoi consumare, non ci riusciresti e poi comunque è così veloce il processo di rigenerazione, che non potresti stargli dietro.
Non è un testo da cui imparare qualcosa, so bene che di generi simili ma di grande valore ne sono piene le librerie, le biblioteche ed ora a dire il vero su internet si possono raccogliere centinaia di fiori in forma di e-book….quindi, non è un regalo perché non possiede quei requisiti pregiati che si addicono ad un tale gesto.
E’ così insignificante da non aver bisogno di essere nemmeno giudicato, è innocuo.
Non ha contribuito al surriscaldamento del globo perché non è mai stato prodotto, l’unica energia usata è stata quella dei miei neuroni e quella del computer che sto usando.
Non te lo propongo né te lo consiglio, non è a te che penso mentre scrivo perché non ti conosco né cerco il pretesto per farmi conoscere da te…è al tuo pensiero che mi rivolgo, alla tua coscienza, quella parte di noi assolutamente priva di progetti, congetture o ipocrisie…sono pensieri questi, non il mio biglietto da visita o il mio curriculum né tanto meno somigliano a me, quella che potresti vedere incontrandomi. Il mio aspetto esteriore, del resto, altrettanto insignificante così come questa cosa che leggi, se ancora ci sei, non ha nulla a che vedere con i miei pensieri. Il mio corpo rimane, come il passato che ho trascorso tracciando la mia storia fino a qui, nei migliori dei casi costretto a vestirsi di gesti ed abitudini di massa, consuetudini e tradizioni, e nei casi peggiori violentato in finti sorrisi ed ebeti comportamenti imparati e poi elargiti a dismisura nelle miriadi di incontri sociali, solo per una questione di sopravvivenza. I miei pensieri invece no, non rimangono, non hanno vincoli né sono obbligati a fingere o mentire…sono liberi anche nella loro forma, per questo cambiano aspetto ogni volta con una creatività tale che a volte sono così intrappolata nella tela da non capirne il linguaggio…eppure sono lì, nella mia mente, fanno parte di me! E’ da lì che vedo bene quella visione ridicola che a volte ti vede attore o attrice ed in cui a volte anche io recito. Non mento a me stessa. Non mi vergogno se spesso mi sono lasciata andare a guardare solo l’aspetto materiale nel quotidiano vivere, quello più conveniente all’adattamento al sistema. Ho dovuto convivere e sopravvivere, ed anche imparare a scegliere, per poi finalmente vivere. Ho dovuto farlo da sola  fin da bambina senza mai poter chiedere consiglio. E come fare del resto? Cosa avrei dovuto dire? Mi scusi signor “umanopiùgrandedime”, saprebbe dirmi come  funziona la faccenda della realtà disotto e l’ologramma disopra? C’è un modo di fermarne uno e scegliere l’altro, oppure c’è una tecnica o una formula che mi permetterà di tenere conto di entrambi senza rischiare  di cadere nella più totale confusione? No, capii subito che questo non era l’ambiente adatto a fare simili domande! Non avevo nemmeno ancora imparato a formulare frasi di senso compiuto eppure avevo già capito che questo non era un mondo dove fosse possibile aprire la propria mente al prossimo perché ci guardasse dentro. Ho imparato a tacere, per difendere il mio meraviglioso mondo di dentro…la mia aurora boreale!  Non è stato facile, vivere vedendo un ologramma fluttuare sopra le teste degli “umanipiùgrandidime”  senza sapere se anche loro lo vedessero come me!             Peccato non aver potuto mai parlare di questo…di come siamo abituati ad accettare le cose e di come sappiamo bene come sono veramente, e come dovrebbero essere e di come le vorremmo noi…così alla domanda : perché ? La risposta è sempre: perché è così che vanno le cose! Mi vorresti dire che secondo te non sono troppe le cose che vedi, che fai, che dici o che ascolti, che sono finte e alle quali non dai un senso quindi cerchi di coprire con una giustificazione ipocrita e che comunque lasci scorrere perché è così che va il mondo?  Non siamo diversi noi due…non credo ci voglia una grande cultura per sapere questo. E chissà magari è proprio la cultura che fa dimenticare agli uomini che sono tutti uguali.
Ho 45 anni, faccio la casalinga  e non so altro…non posso insegnarti niente.
Non è quindi un mezzo attraverso cui puoi imparare qualcosa e quindi arricchirti in qualche modo, ma è chiaro che ti porterà via del tempo e come sappiamo bene non avendone a disposizione una quantità illimitata dobbiamo saper scegliere bene come impiegarlo. Sprecarlo è un sacrilegio, e questo lo so non perché me lo abbiano insegnato a scuola, ma perché non c’è un solo attimo della mia vita che non penso fermamente che sia valsa la pena di vivere…ogni attimo è stato denso di significato e di emozioni. Molte persone hanno fatto parte di questo sogno meraviglioso, tanti ci sono ancora a colorare la mia vita, altri se ne sono andati ed ora sono gli angeli dei miei pensieri, altri si aggiungono ogni giorno aprendomi altre porte su altri mondi, altri voli in altri cieli.
Ma alcuni di loro sono sempre qui accanto a me, ogni giorno della vita, ogni ora, ogni attimo. Splendidi esseri amati e amanti che spazzano via con struggente garbo ogni tristezza…esseri gentili che ai miei sguardi muti offrono parole sussurrate, leggere, benefiche, capaci di spazzare via ogni pensiero che non sia più lieto…come i venti autunnali fanno con le foglie.
Immagino che anche tu non perdi mai l’occasione di coccolarti le persone che hai intorno.
E’ un bene non sprecare tempo a non farlo ed è una meravigliosa meta quando arrivi a capirlo.
Non si va da nessuna parte se si consumano troppe ore nell’andare.
Io sto scrivendo oggi perché ho il collo bloccato da un dolore persistente…non potrei fare altro, neanche leggere perché non godrei appieno della gioia che mi dà la lettura, o guardare un film che per me presuppone una condizione di rilassamento totale. Scrivere mi aiuta a rilassarmi, farò del bene al mio collo ed aiuterò l’essere a liberarsi dal giogo della mia mente…chissà che non si intenerisca lasciandomi il suo regalo più bello durante il giorno e non, come è suo solito, durante la notte.  
Libera la tua effimera, rifletti, prenditi la libertà, che è sempre stata tua, di scegliere
e se pensi di poterti fermare a guardare dentro l’occhio del pensiero, allora vai avanti ed entra nel cubo, o nel tunnel che porta nella valle incantata o nella boccia tonda dei pesci rossi…non so come vivi tu questo tipo di cose…insomma fermati a guardare in questa cosa, nei pensieri che ho lasciato qui dove li hai trovati tu.
Non è una cosa triste né allegra, per quello abbiamo cinema e televisione che sono saturi di sempre più stupefacenti produzioni frutto di anni ed anni di esperienza di migliaia di geni della fantasia.
Non è un’accusa né una giustificazione, ci sono abbastanza tribunali nel mondo da poter giudicare più volte nella vita ogni essere umano vivente o non,  e abbastanza giustificazioni per chi può permettersi più di un avvocato.
Non è nulla di giusto e non credo che sia neanche qualcosa di sbagliato.
Non ha alcun valore e come tutto quello che non vale niente non teme i mendicanti né i potenti.
Non chiede e non è all’altezza di dare.
Non ha passato né futuro né pretende di averne.
Potrebbe essere per te come per qualsiasi altro e potrebbe essere per nessuno e vivere da solo come è continuamente in tutte le terre del mondo nostro e forse chissà…anche in altri mondi.
E’ solo un’altra voce che parla nel silenzio.
E’ puro pensiero, messo lì, tradotto in parole, quelle che sono riuscita a reperire nel mio bagaglio sguarnito di vocaboli di una così ricca lingua come è l’italiano, ma visto che non è indirizzato a nessuno in particolare mi sono presa la libertà di essere libera di esprimerlo a modo mio…del resto è il mio pensiero, ha le ali come gli uccelli! Il mio “sempre aedem” alato, sorvolatore di terre e acqua, viaggiatore di mondi reali e di fantasia, vagabondo indomito che ora vola solo sull’oceano perché i cacciatori sulla terra ferma sono troppi e sparano tanto per passare il tempo, come hobby!
Guardano in alto i cacciatori, nel cielo mandano una miriade di colpi che uccidono o feriscono per uccidere piano piano…i pensieri dei cacciatori non vanno in cielo. Chissà se i loro pensieri strisciano sottoterra come vermi…del resto i vermi hanno la loro grande utilità, prendi i lombrichi ad esempio, i vermi per eccellenza, non filtrano la terra e la rendono finissima e pronta per essere coltivata?  Forse i lombrichi sono i pensieri dei cacciatori che nutrono la terra affinché sia generosa di miglio per le nuove nidiate di uccelli.
C’è chi vive la realtà di sotto senza vedere l’ologramma di sopra.
C’è chi guarda in alto senza vedere cosa c’è nel cielo.
C’è chi spara in alto senza pensare e c’è chi pensa in basso senza volare.
E non sto più a chiedere il perché, penso e basta. E vivo nel mio mondo che amo e lo percorro.
Il tempo vola via perché la mia vita è come l’estate quando c’è il sole e il vento è un amico e si va al mare e si fa tardi la sera per aspettare l’ultima stella…e l’alba è lenta e se ti fai il bagno puoi nuotare nei riflessi del sole che bacia l’acqua e quel bacio lo puoi sentire sulla pelle…e vedi solo mare e cielo e i sorrisi intorno di quelli che come te sono sempre in vacanza perché si accontentano degli spruzzi d’acqua e di un gioco che da bambini in poi non hanno mai finito di giocare…e pensi, Dio quanto è bella l’estate!
Non avrai nulla di più quando avrai raccolto questo pensiero che ho lasciato qui.
Non ci sono indicazioni per l’uso né una lunga lista di effetti collaterali, non l’ho messo qui per tradirti.
Non  ho indicazioni da fornirti, non sono andata mai molto lontano io.
Le strade della mia vita sono vicine a me e non ho visitato il mondo.
Ho 45 anni e conosco bene la strada che mi riporta a casa.
A volte mi fermo a guardare nel cielo il dipanarsi delle scie che lasciano gli aerei.
Bianche aquile colme di viaggiatori.
Dove andranno? Dov’è che faranno ritorno? Quanti posti vedranno e quanto andranno lontano…
Dio come è bello questo cielo!

Tu viaggi?

 

inviato da A. J. - 14.05.2009

 

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