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Racconti di Viaggio
 

 

 

   

tramonto

India: un viaggio a colori

La domanda che spesso mi viene posta è : ”ma perché proprio l'India?”.  Ed è la stessa che molte volte mi sono posto anch'io e non importa quale sia la risposta dato che già appartiene al passato. Forse per il mio interesse per la cultura orientale, per lo yoga, per l'ayurveda e per la tanto inflazionata parola “spiritualità”,  per una e-mail ricevuta che mi ha illuminato facendomi innamorare di questa parte dell'India chiamata Kerala,  per l'incontro dapprima virtuale e poi telefonico con Anna e per la scoperta dopo tanta ricerca di questo meraviglioso sito ho deciso di partire, solo, per fare una nuova esperienza, per tastare da vicino uno stile di vita lontano da quello che conduciamo qui in occidente, da turista , da viaggiatore, da pellegrino, da curioso. Ed ora, anche se passata, quest'esperienza sta ancora lavorando dentro di me alimentando ricordi, riflessioni e, soprattutto, facendomi sentire più' ricco. All'inizio è stata un po’ dura,l'impatto con una realtà diversa, con il caldo, ma poi ho iniziato a comprendere e adattarmi e soprattutto a godere delle bellezze di questo luogo, della gente, della cordialità , dell'ospitalità e, con la mia scarsissima conoscenza dell'inglese, sono riuscito a comunicare lo stesso, perché' la comunicazione avviene con il cuore in primo luogo e nonostante le incomprensioni verbali, adesso nel ricordo sembra che abbia parlato in italiano con tutti.

barcheSono stato veramente bene: sole, mare, cibo, massaggi, escursioni e quell'aura di tranquillità che avvolgeva ogni cosa, persino il traffico e i rumori dei clacson nelle aree urbane, i colori, vividi dappertutto (ed io sono innamorato di tutti i colori), i profumi, i sorrisi della gente, dei bambini, i loro volti gioiosi, sempre! Anche i turisti sono contagiati da quest'atmosfera, tant'è vero che chiunque si incontrasse per strada o in spiaggia, locale o turista ci si scambiava un sorriso ed un saluto. Ho visto anche tanta povertà', ma vissuta dignitosamente, oltre alle bellezze ho visto anche bruttezze, ma ripeto,  il loro modo di affrontare la vita è stata una bella lezione per me e quando sono ritornato a casa mi sono sentito materialmente ricco ed ho riflettuto molto su come noi occidentali inseguiamo sogni materiali, vogliamo avere sempre di più e soprattutto abbiamo la paura di perdere quello che abbiamo. Quello che posso fare ora è ringraziare: di quello che ho, di quello che sono, di quest'esperienza. Grazie all'India che mi ha accolto come una grande madre, grazie ad Anna che mi ha aiutato facendomi conoscere persone e dandomi consigli utili, anche se ci siamo visti un giorno solo. Grazie a tutte le anime che ho incontrato in questo viaggio e grazie all'Universo che mi ha regalato questo Sogno.

Andrea

Om  Shanti Om

inviato da Andrea Vander il 21/03/2010

 

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