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Laccadive-Lakshadweep

 

 

   

Laccadive

“Esiste ancora un luogo estatico dove l’idea umana del paradiso si manifesta attraverso la Natura; la grande madre che con infinita generosità conserva sempre una parte pura di se stessa per il piccolo uomo perdonando tutte le gravi ferite che egli Le procura. Con un abbraccio materno Madre Natura accoglie quel figlio che torna a Lei esausto dei suoi stessi errori. L’abbraccio si fa etere, aria ,acqua, terra e fuoco.  Il figlio che riconosce se stesso trova allora la sua coscienza, la consapevolezza e l’origine della sua natura”.

Lakshadweep nella lingua originale significa centomila (laks) isole (dweep) ma questo ecosistema è in realtà costituito solo da 36 isole nell’oceano indiano al largo della costa del Kerala ed è geologicamente parte dello stesso arcipelago di cui fanno parte le più famose Maldive costituendone il lembo settentrionale. E’ sicuramente un luogo ideale per gli amanti della natura allo stato più puro in quanto l’ambiente gode di uno stato assolutamente vergine ed è privo di quelle orribili strutture dedicate al turismo di massa con le quali, purtroppo, sono già stati deturpati centinaia di paradisi simili. Qui, con estremo rispetto verso la popolazione locale, la flora e la fauna, l’attività turistica è praticata sotto rigorosi controlli che prevedono un numero limitato di visitatori i quali peraltro possono visitare solo alcune isole e sempre attenendosi alle regole fondamentali di un sano e giusto turismo responsabile. Le strutture turistiche sono semplici ma pulitissime ed il personale che vi lavora è preparato ed estremamente cordiale e disponibile verso gli stranieri.  Per visitare le Laccadive è necessario un permesso speciale rilasciato dalle istituzioni preposte e la pratica può sembrare noiosa per chi è in viaggio e non ha molto tempo a disposizione ma non vi è dubbio che questo atteggiamento assunto dal governo dell’India ci permette oggi di immergerci in un vero paradiso sulla terra.

 

Le 36 isole dell’arcipelago delle Laccadive coprono un’area totale di 32 Km quadrati. Solo 11 isole sono abitate e sono: Agatti, Andrott, Amini, Bitra, Chetlat, Kadmat, Kalpeni, Kavaratti, Minicoy, Bangaram e Kiltan; 6 di queste aperte al turismo: Minicoy, Kalpeni, Kavaratti, Agatti, Bangaram e Kadmat ma solo le ultime tre sono visitabili da turisti stranieri. Kavaratti è la capitale delle Laccadive. L’aeroporto si trova sull’isola di Agatti ed occupa 2 degli 8 Km di lunghezza dell’isola. Da Agatti si può ragiungere Bangaram per mezzo di un elicottero. Le altre isole sono raggiungibili via nave ed esistono viaggi organizzati di 4, 5 o 6 giorni di crociera oppure mini crociere seguite da uno o più giorni in uno dei resorts.
Il clima sulle isole è sempre gradevole anche durante la nostra estate in cui nonostante ci si trovi in periodo monsonico le piogge si limitano ad improvvisi temporali di breve durata. La stagione migliore per godere appieno dello spettacolo dei fondali va da Ottobre a Maggio ma nuotare con le tartarughe giganti è sempre possibile anche a due o tre metri dalla riva dove il livello dell’acqua è appena di 60 cm.
La popolazione locale parla malayalam (tranne nell’isola Minicoy dove si parla il mahl maldiviano), è per lo più musulmana e segue il sistema induista matrilineare marumakkathayam dei nair del Kerala.

Bambina Laccadive

Le donne delle Laccadive possiedono quindi un posto d’onore nella società conquistato durante molti secoli in cui sono state capaci di costruire un tessuto sociale solido e ben organizzato facendosi carico anche dei compiti solitamente svolti dagli uomini. Gli uomini delle Laccadive infatti, grandi navigatori e pescatori, non partecipavano alla vita sulla terra ferma ma passavano la maggior parte della vita in mare e spesso, purtroppo, date le condizioni estreme a cui erano sottoposti, non facevano ritorno a casa. E’ così che alle donne è rimasto il diritto di conservare le proprietà di famiglia ed anche il diritto all’autonomia finanziaria: i mariti, ancora oggi, sposandosi perdono il proprio cognome familiare acquisendo quello della moglie e sono tenuti a pagare un assegno di mantenimento mensile alla moglie pattuito al momento del matrimonio. Il mancato pagamento della somma può essere motivo di richiesta di divorzio da parte della moglie la quale è poi libera di sposarsi nuovamente. Alla donna è riconosciuto inoltre il diritto alla propria intimità per cui il marito non vive sotto il tetto coniugale ma continua a vivere con i propri genitori e può recarsi a farle visita alla sera. Le pantofole della moglie lasciate fuori la porta di casa sono un tacito messaggio per il marito al quale non è permesso entrare. L’isola di Minicoy è famosa come “l’isola delle donne” così chiamata anche da Marco Polo nel Milione.
La gente del posto è estremamente cordiale ma difende con estrema fermezza le proprie tradizioni: la nudità è un’offesa e quindi nel recarsi a visitare i villaggi locali ci si deve vestire decentemente…in fondo bastano jeans e maglietta! L’isola più adatta a conoscere anche la popolazione locale è Agatti dove oltre all’area dedicata ad un resort vi è un grande villaggio visitabile. Ad Agatti è anche presente un ospedale, le scuole ed un piccolo ma interessantissimo museo dove sono esposti anche i reperti del periodo buddista. Le Laccadive sono un meraviglioso paradiso in cui le tradizioni induiste, buddiste e musulmane hanno dato vita ad una società ricca di bellezza e di cultura.

Museo Agatti

Reperti periodo buddista VII-XI sec. d.C. nel museo di Agatti.Buddha

28/09/2009 - di Anna Giosuè

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