LogoViaggIndaco
   

 

 

 

Vivere in Kerala: il costo dell'energia elettrica

   

palo elettrico in Kerala

Oggi ho scoperto una nuova somiglianza tra il Kerala e Italia e questa non appartiene alle caratteristiche caratteriali ma alla qualità della vita nei due paesi. La scoperta è avvenuta come un’apparizione improvvisa. Hai presente il gioco delle differenze sulle riviste di enigmistica? Le prime le trovi subito mentre per le altre devi aspettare che “ti salgano all’occhio”. Bene, in questo nuovo tipo di gioco si cercano le somiglianze, ma il gusto è lo stesso, e a forza di giocare si può diventare esperti  ed appassionarsi ad un passatempo semplice, applicabile a molte situazioni e soprattutto adatto ad ogni età. Cerchi le somiglianze e poi come energie “illuminanti”, le vedi, una per una correrti incontro festose. E guarda caso, la somiglianza che ho scoperto oggi è proprio nell’energia. L’energia in Kerala e l’energia  in Italia. No, non illuderti, non è dell’energia del pensiero che parlo né di quella cosmica. No, la somiglianza tra il Kerala e l’Italia che ho scoperto oggi è nell’energia  elettrica, già, proprio quella. Quella che, nel mio paese, ho sempre ritenuto una presenza naturale, così come quella del sole. Ma non è così. Lo era. Oggi non più. Almeno dove abito io. E qui sta la somiglianza tra il Kerala e l’Italia. Con due  soli particolari che costituiscono le differenze nella somiglianza. I passaggi della ricerca dei particolari diversi si trovano nel livello superiore di questo gioco, ma per una serie di casualità io ho giocato prima i livelli superiori e quindi, conoscendoli già, te ne posso rivelare i segreti: la produzione e il  prezzo.
Quindi, riassumendo, la somiglianza è l’energia elettrica, e qui si intende come servizio offerto dallo stato come contropartita a tasse pagate. Le differenze nella somiglianza sono: la produzione, ove si intende il sistema mediante il quale il governo, dopo aver considerato il sistema più ecologico possibile, sceglie di spendere il denaro raccolto attraverso le tasse per produrre un bene al fine di rivenderlo poi al cittadino al prezzo più basso possibile,  ed il prezzo, ove si intende la quota di denaro che il cittadino paga per la continuità dell’erogazione che riceve di un bene prodotto con le strutture costruite dal governo con gli introiti derivanti dalle tasse.
Energia elettrica, produzione e prezzo.
Energia elettrica.
In Kerala: la rete elettrica, in Kerala è molto sviluppata, considerando che si tratta di un paese del terzo mondo, anche in zone collinari e montane. Le case nei  piccoli agglomerati molto distanti dai centri abitati e quindi impossibili da raggiungere con i cavi, vengono forniti dal governo di impianti a pannelli fotovoltaici e solari. L’uso di pannelli è molto esteso perché  il governo sostiene finanziariamente tutti coloro che decidono di farne uso. Le fattorie per allevamento di animali e le grandi piantagioni sfruttano invece il biogas prodotto dalla fermentazione del letame e degli scarti vegetali per alimentare i fornelli delle cucine e le lampade per l’illuminazione. L’uso indiscriminato dell’energia elettrica  per la produzione di beni e servizi viene scoraggiato dal governo il quale favorisce invece una politica di impiego della manodopera al fine di assicurare un introito ad un maggior numero di cittadini limitando la disoccupazione.  In questo modo il territorio è mantenuto pulito da onde elettromagnetiche potenzialmente dannose. La maggior parte della rete è costituita da cavi sospesi da un palo all’altro ma i lavori di interramento, iniziati nel 2005 procedono velocemente in tutto il paese. E’ ovvio che l’esposizione alle intemperie specialmente durante il periodo monsonico, e in particolar modo durante le ore notturne, provoca improvvisi sospensioni dell’energia elettrica che può durare da dieci minuti fino anche a due o tre ore. I ricchi o i proprietari di resort sono muniti di accumulatori o generatori  per  garantire la continuità ma la maggior parte della popolazione, quella non ricca e quella povera,  accetta la situazione con pazienza in quanto, secondo molti di loro, il motivo di tali interruzioni è da attribuire unicamente alla natura che tenta in qualche modo di riconquistare il suo primato. La mitica filosofia indiana in questo caso si rivela un modo davvero alternativo per non arrabbiarsi di fronte a situazioni alle quali non si può porre rimedio! Ma come reagisce un turista non avvezzo a tali situazioni? Sebbene in un primo momento siano eventi fastidiosi per un europeo abituato alla continuità di un servizio ormai ovvio come l’energia elettrica,  egli riesce presto ad abituarsi e addirittura arriva a considerarne il fascino. Non scherzo! In Kerala, per tradizione, ogni casa è dotata di molte “vilakku” lampade ad olio che al calar del sole vengono accese con la fiamma rivolta verso est e tenute accese fino a che l’olio non sia stato interamente consumato dalla fiamma. E’ durante i temporali monsonici, quando il suono dei goccioloni di pioggia si impone sopra ogni altro rumore, che spesso l’energia elettrica viene sospesa a causa di un cavo spezzato da un ramo caduto sotto la furia del vento. La  lampada allora diviene la protagonista di una favola in cui la luce della sua fiamma racconta attraverso le ombre tutti i segreti della vita dei vecchi, degli adulti e dei bambini e così facendo intrattiene i loro sguardi e imbriglia le loro menti scacciando via ogni paura. E’ in questa atmosfera di quiete che  il sonno arriva danzando in punta di piedi.
In Italia: la rete elettrica in Italia è capillare e l’elettricità viene utilizzata per garantire ogni comfort nelle abitazioni  dei cittadini e per la produzione di beni e servizi.  Un paese così tanto specializzato nell’uso dell’energia elettrica dovrebbe essere altrettanto specializzato nel provvedere senza alcuna esitazione al mantenimento della continuità dell’erogazione di un tale servizio. Ma non è così. Lo era. Oggi non più. E’ già, siamo arrivati dunque, “finalmente” dirai tu che mi ascolti,  alla somiglianza dell’energia. Siamo come in Kerala. Le interruzioni dell’energia elettrica iniziate sporadicamente qualche anno fa e per un lasso di tempo che non durava più di qualche minuto sono ormai arrivate a superare le tre ore. Senza soffermarci sui motivi di tali interruzioni della continuità di un servizio perché sarebbe troppo imbarazzante riflettere su quanti guasti corrono negli intricati grovigli di cavi sospesi od interrati nel nostro paese, passiamo direttamente alle conseguenze disastrose per tutti gli utenti: elettrodomestici, componenti di computer e apparecchiature che muoiono lì all’istante, se è inverno si rimane al freddo e se è estate si muore di caldo. Molti di noi ormai si sono muniti di ups capaci di sostenere un’ apparecchiatura per qualche minuto, il tempo necessario per spegnerla correttamente  e a poco a poco lo faranno tutti.  Poi passeremo ai generatori di corrente…come in Kerala del resto. Non tutti i mali vengono per nuocere, diceva sempre la mia nonna adorata. Al di là dell’imbarazzo che in un primo momento certe situazioni possono generare c’è sempre da considerare il potenziale beneficio che se ne può trarre. La natura è dalla nostra parte: anche in Italia da qualche anno, nelle notti estive,  le piogge arrivano a goccioloni con la stessa abbondanza monsonica . E con il caldo estivo,  la pioggia ed il buio dovuto alla mancanza di energia elettrica, non ci sarà possibile rimanere incollati davanti ad un monitor prede di un grande fratello ipnotizzatore che come un ragno ci tiene nella sua rete.  Torneremo a sederci l’uno di fronte all’altro a raccontarci i nostri pensieri, le nostre storie e perché no, anche le favole. Torneranno a far parte delle nostre tradizioni anche le candele poggiate su quei fantastici candelabri ora abbandonati nelle soffitte o tra le argenterie? O adotteremo le meravigliose vilakku keralesi? Sarà lo stesso. Candele, o lampade ad olio che siano,  potrebbe essere  la luce delle loro fiamme a svelarci attraverso le ombre i segreti della vita dei vecchi, degli adulti e dei bambini. E chissà, magari potremmo lasciare che siano esse a catturare i nostri sguardi ed  imbrigliare le nostre menti  liberandole da ogni paura per condurci in un sonno più lieto! E allora il buio avrà riconquistato il suo primato e la natura avrà vinto sui ridicoli traguardi tecnologici dell’uomo e sulle sue patetiche competizioni e sui giochi basati sulle differenze. Il grande fratello lascerà il posto alla sapiente madre natura che passerà la sua grande mano su di noi come fossimo tutti chicchi di grano e con quella carezza ristabilirà ogni ordine. Un ordine in cui ci somigliamo tutti ed in cui trovare le differenze nelle nostre somiglianze è solo un gioco che serve ad imparare a distinguerci come esseri unici ed in grado di diversificare  le diverse forme ed i colori e le espressioni della grande madre terra alla quale  tutti indistintamente apparteniamo.

Ora, se vuoi conoscere i segreti del secondo livello, continua a leggere.

pannelli solari in KeralaPrima differenza nella somiglianza: produzione
In Kerala: la maggior parte delll’energia elettrica si produce utilizzando le acque dei fiumi. Sono state costruite dighe ed i bacini d’acqua creati sono luogo d’attrazione turistica in quanto immessi in riserve naturali aperte al pubblico e gli introiti derivanti vengono spesi per il mantenimento delle centrali. In Kerala è già presente una grande centrale per produrre l’energia elettrica usando la forza del vento (torri per l’energia eolica posizionate peraltro in una zona non abitata e non turistica perciò a zero impatto ambientale)ed un’altra che sfrutta il movimento delle onde del mare.  Come ho già detto, molte fattorie e abitazioni private sono energeticamente autonome grazie alla produzione di biogas. Dopo aver considerato l’enorme sacrificio di terre con l’inevitabile sofferenza della popolazione locale a causa della costruzione di dighe, il governo ha avviato una forte e decisa politica per lo sfruttamento dell’ energia solare: oggi, pannelli solari e fotovoltaici tappezzano i tetti delle case. A tutta natura quindi!

In Italia: l’energia elettrica viene prodotta utilizzando fonti non rinnovabili (prima fra tutte il petrolio, poi carbone)acquistate all’estero ma non essendo comunque sufficiente la quantità prodotta si acquista la quota rimanente di energia necessaria direttamente da altri paesi, che la producono anche usando energia nucleare alla quale noi ci siamo dichiarati contrari. Le conseguenze di queste scelte scellerate sono disastrose per l’ambiente per non parlare poi degli effetti sulla salute di tutti noi, nessuno escluso, ma letali per i nostri fratelli che abitano accanto alle strutture preposte a tale produzione. Perché di nostri fratelli si tratta, delle loro vite e delle vite dei loro bambini e della natura che ci accoglie tutti. Ci adoperiamo in maniera adorabile per ogni causa civile nel mondo e noi, italiani, siamo sempre in prima fila quando si tratta di correre incontro al bisognoso. Ma qui nella nostra terra, siamo capaci di imporci e pretendere un maggior rispetto per noi stessi, per  i nostri fratelli e per la bella natura che ci circonda? Siamo capaci di proporci in prima persona per sostenere le centinaia di migliaia di giovani volontari che con cuore puro offrono il loro tempo e che a proprie spese cercano disperatamente di porre riparo ai danni che sta creando questo atteggiamento di sottile indifferenza verso il nostro paese? Dove ci porterà il correre con tanta fretta da un posto di lavoro ad un supermercato per poi arrivare a casa ed infilarci sotto la doccia per  toglierci di dosso tutto il nero dello smog dalla pelle. Ci aiuterà l’infierire su un partito o sull’altro e continuare ad ascoltare le patetiche commedie che a profusione ci vengono proposte e che vedono protagonisti sempre i soliti personaggi? La produzione. Non c’è altro di più importante oggi della produzione. Produzione di beni. Produzione di servizi. Automobili, motocicli, cellulari, computer, protesi al silicone, scarpe borse … armi. Dove ci porterà tanta abbondanza di oggetti? Ciò che si dovrebbe produrre è il coraggio. Il coraggio di cambiare. Di riflettere. Di comprendere. Di rinunciare. Di partecipare. Di pretendere. Di pretendere un cambiamento.  Il passo essenziale per passare di livello. Non saremo mai dei bravi ingegneri, architetti, avvocati, medici, scienziati, scrittori o giornalisti se nel nostro paese la vita di ognuno di noi sarà sempre sottoposta a rischio di tumori. Non saremo mai in grado di aiutare gli altri paesi se non dimostreremo prima di aver saputo aiutare noi stessi. Non potremo accogliere altri ospiti onorandoli come è nostra antica tradizione se non riusciremo ad essere  in grado di offrire loro un paese civile e responsabile e poi un bagno e abiti nuovi e un giaciglio accogliente ed un pasto abbondante.  Non potremo mai insegnare ai nostri bambini la buona educazione se non riusciremo a dimostrare prima di tutto di essere noi capaci di rispettare loro  e capaci anche di rispettare l’ambiente in cui li abbiamo chiamati a vivere. Scusa se ho divagato in territori lontani dal soggetto, ma la mia natura mi riporta sempre al centro dei miei pensieri e per me è difficile mantenere il soggetto umano attuale, troppo distante da quelle che per me sarebbero le priorità. Torniamo al soggetto. Le centrali idriche in Italia coprono una parte irrisoria del fabbisogno considerando l’abbondanza di fiumi che scorrono nel nostro paese. La forza del vento per produrre energia (eolica) è, fortunatamente,  poco utilizzata in Italia in impianti che con le loro inquietanti torri a pale girevoli dal rumore insopportabile hanno già deturpato alcuni fra i più belli paesaggi del nostro bel paese.  Ma sembra che per  una ragione legata sempre all’economia e al mercato, cioè ai prezzi di impianti, produzione ed incentivi, la creazione di tali impianti sia di fatto la più sostenuta e incentivata. Potremmo ritrovarci fra pochi anni a viaggiare attraverso un’Italia trafitta da mostri di ferro che avranno non solo distrutto la bellezza dei luoghi, ma ucciso migliaia di uccelli migratori che nei loro spostamenti notturni non scorgono le pale e nell’impatto muoiono,  allontanato la presenza di uomini e animali che annichiliti dalle spettrali presenze si riducono alla fuga. L’impatto ambientale devastante delle torri per la produzione eolica è conosciuto perché già altri paesi ne hanno pagato le conseguenze. Perché mai dovrebbe proprio l’Italia, il Bel Paese, scegliere di non vietare l’uso di tali impianti? Possibile che non si riesca a guardare più lontano? A guardare verso il cielo? Viviamo nel bel mezzo del Mediterraneo, “chistu è u paese du  sole”, “o sole mio”, “volare”, “azzurro”… in ogni paese del mondo ove mi sono recata mi sono trovata di fronte a persone che, pur non conoscendo l’italiano,  mi hanno intonato una di queste melodie . Non conoscono la lingua italiana ma il sole del nostro paese, il verde della natura, l’azzurro del cielo e del mare  e la voglia di star bene del suo popolo, queste cose le conoscono bene,  perché l’Italia è nei sogni della maggior parte degli abitanti di questo pianeta. Ognuno sogna un giorno di potersi permettere una vacanza nel Paese del Sole.  E prima o poi verranno. E allora! cosa intendiamo fare per loro? E per noi? Siamo sicuri che l’occuparci dei tassi d’interesse delle banche e dei BOT , del cellulare nuovo e dei navigatori satellitari, delle vicende personali e non sempre gradevoli dei nostri governanti e delle infinite proposte di acquisto che ci vengono somministrate quotidianamente a ritmi insostenibili, sia veramente il miglior modo di evadere dall’inevitabile consapevolezza della precaria situazione che noi, popolo italiano, gremito di eminenti menti ridotte anch’esse alla fuga, continuiamo a possedere perché dotati di una storica intelligenza sociale?
Come mai sopra queste teste dotate di tanta intelligenza non risplendono tetti di case adornati da pannelli solari e fotovoltaici? Forse perché i costi sono insostenibili o le procedure burocratiche per i permessi  necessari interminabili o forse per una campagna di sensibilizzazione accurata e capillare inesistente o per la mancata volontà d’intervento da parte di un padre del popolo completamente assente?

Seconda differenza nella somiglianza: il prezzo

In Kerala: leggi la bolletta elettrica  relativa al consumo di una famiglia ricca residente in una casa dotata di tutti gli elettrodomestici compreso il condizionatore; questa invece è la bolletta elettrica di una normale famiglia.

la moneta ufficiale è la rupia indiana il cui valore fluttua tra le 70 e le 80 rupie per 1 euro. Ciò vuol dire che se il cambio è a 70 con dieci euro si acquistano 700 rupie.

In Italia:

Ora prendi la tua ultima ricevuta di pagamento e troverai la differenza nella somiglianza!

calcolatrice umana

E se ti sei fatto “due conti” avrai notato che la differenza è notevole! Come notevoli sono questi keralesi: hai visto l’uomo seduto nella foto? Sta facendo il conto del costo per la riparazione delle scarpe all’uomo che attentamente segue l’operazione tracciando i segni con un dito sul palmo della mano: non c’è ombra di calcolatrice, è solo energia umana!

 

 

 

13/04/2010 di Anna G.

Articoli correlati:

Il miracolo del Kerala

Il nuovo miracolo del Kerala si chiama Shashi  Tharoor 

  Copyright 2013 ViaggIndaco