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PRINCIPI FONDAMENTALI DELL'AYURVEDA:
AGNI , IL FUOCO DIGESTIVO,
AMA , IL CIBO NON DIGERITO

 

 

   

Ayurveda

Longevità, colorito, forza, capacità d'iniziativa, sviluppo, lustro, vigore,
energia, calore e respiro vitale sono basati sul fuoco (
agni) del corpo. S
e il fuoco è spento, la persona muore;
se il fuoco è equilibrato, la persona vive a lungo priva di malattie;
se il fuoco è disturbato, la persona si ammala.
Il fuoco è quindi la radice (
d'ogni cosa).
Charaka Samhita, Cikitsasthana, XV, 3-4.
Il fuoco digestivo (agni) è responsabile di tutti i processi di trasformazione del cibo in sostanze nutrienti e materiali di rifiuto, dal suo buon funzionamento dipende la formazione, il nutrimento e l'equilibrio dei dosha (costituenti corporei), dei dhatu (tessuti), dei mala (escreti) e dei cinque elementi presenti nel corpo. In Ayurveda si dà molta importanza al buon funzionamento della digestione perché è un fattore basilare per il mantenimento della buona salute, il cibo di cui si nutre una persona può anche essere della migliore qualità e il più adatto, ma se non viene digerito bene può risultare dannoso.
Quando nei testi ayurvedici antichi si parla di fuoco digestivo, gli autori intendevano le funzioni fisiologiche che letteralmente "cuociono" il cibo e lo scompongono per prepararlo alla conseguente assimilazione. Il concetto di agni include quindi la secrezione e l'azione sul bolo alimentare dell'acido cloridrico, degli enzimi intestinali, degli acidi e degli alcali biliari.
Secondo l'Ayurveda nel corpo esistono tredici tipi di agni di cui il più importante è jatharagni che si trova nello stomaco e digerisce il cibo; in sanscrito jathar significa stomaco, agni significa fuoco, per cui jatharagni é il fuoco dello stomaco. Gli altri fuochi digestivi trasformano le sostanze nutrienti estratte dal cibo nei vari tessuti corporei, tutti i fuochi presenti nel corpo possono essere intesi come l'azione di differenti tipi di enzimi digestivi. 
Il processo della digestione
Nel processo della digestione vediamo all'opera alcuni dei sotto-dosha o subdosha, (vedi articolo "Concetto di Tridosha").
Quando il cibo entra nella bocca viene masticato, ingerito o bevuto per azione del prana vata una delle cinque funzioni di vata dosha responsabile di tutti i movimenti che avvengono nel corpo. Quando passa nello stomaco, kledaka kapha inumidisce e impasta il cibo in un bolo che viene sottoposto all'azione di jatharagni il fuoco digestivo che forma il plasma nutriente. A questo punto entra in azione pachaka pitta che promuove la digestione del cibo e separa le parti da scartare sotto forma di mala. La parte nutriente (ahara rasa ) che va a nutrire tutti i tessuti (dhatu) viene trasportata per azione di samana vata , mentre apana vat a si prende cura dei materiali di rifiuto portandoli verso il colon e il retto da dove vengono eliminati.
I tredici tipi di agni o processi enzimatici
Jatharagni, il fuoco digestivo
5 bhuta agni responsabili della formazione dei pancha mahabhuta, i cinque elementi
7 dhatu agni responsabili della formazione dei dhatu, i tessuti corporei.
Jatharagni
Nella catena dei vari processi metabolici, jatharagni, il fuoco digestivo presente nello stomaco, è il primo ad entrare in azione ed è considerato la base di tutti gli altri fuochi digestivi responsabili delle varie attività metaboliche, anche ai livelli più sottili delle cellule dei tessuti.
Il cibo dà nutrimento ai tessuti corporei (dhatu) ed è necessario per la formazione di ojas , l'essenza sottile dei tessuti che genera l'energia vitale, dà forza ai vari organi e sistemi, mantiene efficiente il sistema immunitario.
L'azione di jatharagni trasforma il cibo in ahara rasa , le sostanze nutrienti, ahara rasa provvede al nutrimento dei dosha, dei dhatu e degli altri costituenti corporei. Se il cibo non viene digerito bene ahara rasa sarà insufficiente o insalubre, così la qualità e la quantità dei dosha e dei dhatu verrà compromessa, questo creerà squilibrio nei dosha e nei dhatu e il circolo vizioso così instaurato, se non interrotto, darà luogo all'insorgere delle malattie. Per queste ragioni in Ayurveda si pone molta attenzione ad assicurare il buon funzionamento di jatharagni.
Abbiamo visto che nel corpo ci sono tredici tipi di agni , dopo la trasformazione del cibo nella sua essenza nutriente, ahara rasa , entrano in azione gli altri dodici agni: i bhuta agni e i dhatu agni.
I 5 bhuta agni
I cinque bhuta agni sono una parte essenziale del processo della digestione e del metabolismo. Essi convertono il cibo in una forma che il corpo possa assimilare. Abbiamo visto che tutto nella creazione è composta dai cinque elementi, compreso il cibo e il corpo umano. Questo gruppo di enzimi rende la composizione degli elementi (mahabhuta) del cibo, omologa alla composizione degli elementi del nostro organismo, in questo modo le sostanze nutrienti possono essere assimilate dal corpo.
I cinque bhuta agni sono:

  1. akasha bhuta agni (akasha = spazio)
  2. vayu bhuta agni (vayu = aria)
  3. agni bhuta agni (agni = fuoco)
  4. jala bhuta agni (jala = acqua)
  5. prithvi bhuta agni (prithvi = terra)

I 7 dhatu agni
Il primo di questi fuochi, rasa dhatu agni, trasforma il cibo reso omologo in rasa (plasma, linfa), il fluido che contiene le sostanze nutritive di cui abbisognano tutti i sette tipi di dhatu (tessuti). Il primo tessuto si chiama linfa perché come la linfa di una pianta nutre tutte le parti della pianta (radici, tronco, foglie, fiori, frutti, ecc.), così la linfa corporea è il nutrimento di base per la formazione di tutti gli altri tessuti. La sequenza di trasformazione del cibo nei vari tessuti è sintetizzata nella seguente tabella:


SUBSTRATO O TESSUTO

AGNI, FUOCO DIGESTIVO

TESSUTO SINTETIZZATO

 EQUIVALENTE A

Cibo 

jatharagni

ahara rasa 

sostanze nutrienti

Ahara rasa

rasa dhatu agni

rasa 

plasma (linfa)

Rasa 

rakta dhatu agni 

rakta 

cellule sanguigne

Rakta 

mamsa dhatu agni 

mamsa 

muscolo, tessuto connettivo

Mamsa 

meda dhatu agni 

meda 

tessuto adiposo, grasso

Meda 

asthi dhatu agni 

asthi 

ossa e articolazioni

Asthi 

majja dhatu agni 

majja 

midollo osseo, tessuto nervoso

Majja 

shukra dhatu agni 

shukra 

seme, uovo, tessuto riproduttivo

Shukra 

stile di vita armonioso

ojas 

essenza dei 7 dhatu

Alla fine del ciclo di trasformazione delle sostanze nutrienti nei vari tessuti grazie all'azione di tutti i dhatu agni, si forma il tessuto riproduttivo e si produce contemporaneamente ojas. Ciò avviene quando una persona segue dieta, routine e stile di vita appropriati, quando si riposa a sufficienza e adotta una qualche forma di pratica spirituale. In altre parole, quando conduce una vita armoniosa in ordine con le leggi di natura. Ojas ha una qualità molto sottile ma ha anche un valore materiale, si potrebbe dire che ojas si colloca nel "gap", cioè sulla linea di confine fra la coscienza e il corpo. Ojas ha una qualità radiante e si comporta come una lampada posta sulla porta di entrata che permette la comunicazione visiva fra chi sta fuori e chi sta dentro. La radianza e la forza di ojas permette alla Pura Coscienza, la sorgente dell'intelligenza biologica, di esprimersi nella forma del corpo materiale.
I quattro stati di agni
Tutte le funzioni corporee sono influenzate dai dosha, quindi anche le funzioni digestive subiscono questa influenza. Esistono quattro stati in cui agni si può trovare, tre di questi sono dovuti allo squilibrio dei dosha , mentre il quarto è lo stato di equilibrio.

  1. Visamagni E' uno stato di instabilità di agni dovuto all'influenza di vata . Questo tipo di agni si trova nelle persone che hanno una costituzione vata o un eccesso di vata . La digestione del cibo è variabile, normalmente lenta, ma a volte anche normale. Si notano comunemente sintomi come stitichezza, gonfiore addominale, dissenteria, dolori dovuti a coliche intestinali.
  2. Tikshagni In questo stato agni diventa troppo veloce o troppo forte, è una condizione che si riscontra nelle persone di costituzione pitta o con pitta aggravato. Jatharagni diventa iperattivo e può digerire grandi quantità di cibo in breve tempo, così la persona si sente sempre affamata. Di solito le persone con questo tipo di agni hanno la bocca secca, sensazioni di bruciore e molta sete.
  3. Mandagni Qui la funzione di agni diventa molto lenta e la persona non è in grado di digerire nemmeno piccole quantità di cibo. Questa condizione è dovuta all'aggravamento di kapha dosha . Anche le persone di costituzione kapha tendono ad avere mandagni. I sintomi sono: nausea, vomito, pesantezza di stomaco, pigrizia, tosse, patina sulla lingua e salivazione eccessiva.
  4. Samagni In questo stato la funzione di agni è normale e salutare, ciò indica uno stato di equilibrio dei dosha nel corpo. In questo stato la persona può digerire facilmente una dieta normale e da essa trarre nutrimento e forza perché tutti i dhatu (tessuti), cellule e organi ricevono il giusto nutrimento. In questo modo si mantiene una condizione generale di buona salute.

Ama, il cibo non digerito
La principale conseguenza del cattivo funzionamento dei processi digestivi appena descritti è la formazione di quel che in Ayurveda viene chiamato ama che letteralmente significa "non digerito". In pratica è un accumulo di tossine che sotto forma di materia scura, appiccicosa e maleodorante, si deposita prima nel tratto gastrointestinale e poi viene assorbita insieme alle sostanze nutrienti, penetra in profondità nei tessuti depositandosi laddove il corpo è più debole.
Ama può essere creato in due modi:

  1. A causa del fuoco digestivo debole:
    Se il fuoco digestivo (jatharagni ) è debole, una parte del cibo non viene digerita, rimane nel corpo, diventa tossica e va a disturbare ulteriormente la funzione di jatharagni.
  2. Mangiando in maniera impropria:
    Per digerire bene il cibo bisogna mangiare secondo la forza del fuoco digestivo e secondo certe regole basilari. Anche se il fuoco digestivo è forte e malgrado le nostre migliori intenzioni, spesso ci si trova a mangiare troppo, a mangiare cibi di cattiva qualità e troppo pesanti, a mangiare troppo tardi, a fare un pasto prima che quello precedente sia digerito, oppure a mangiare quando siamo ansiosi, agitati, arrabbiati o di fretta. Il risultato sarà la formazione di ama.

L'ama che si viene a formare si mescola con le sostanze nutrienti e attraverso i vari canali di circolazione (srota ) si deposita in quelle parti del corpo dove l'immunità è più debole. A causa di questo accumulo, si squilibrano i dosha o si bloccano gli srota , i canali di circolazione. Secondo il luogo in cui ama si accumula, compaiono diverse malattie, per esempio, quando ama si deposita nei polmoni si crea congestione, tosse e asma; nelle articolazioni crea artrite; negli intestini crea diarrea o stitichezza.
Secondo l'Ayurveda ama è una delle cause principali delle malattie e nella società moderna questo è un grosso problema. La ragione è che le persone in generale non si alimentano in maniera regolare e non seguono le regole basilari dell'alimentazione. Inoltre il tipo di cibo che si mangia al giorno d'oggi è altamente "amagenico": fast food, cibi fritti, conservati e precotti, prodotti a base di farina bianca e zucchero bianco raffinato, prodotti animali e latticini. Tutti questi cibi sono pesanti e hanno bisogno di un jatharagni forte per essere digeriti. In pratica, per mantenere la buona salute e curare le malattie, bisogna scegliere una dieta che possa essere digerita senza formare ama .
Sintomi causati dalla presenza di ama e contromisure da adottare per ridurre ama
Alcuni sintomi causati dalla presenza di ama nel corpo sono: pigrizia, sonnolenza, febbre leggera, dolori in varie parti del corpo, pesantezza di stomaco dopo i pasti, costipazione, gas intestinali, patina sulla lingua e comparsa di muco nelle feci. La presenza di questi sintomi rivela che il fuoco digestivo è debole o il modo di alimentarsi è sbagliato.
Le contromisure da adottare per tenere sotto controllo ama partono dal requisito fondamentale di scegliere una dieta adatta alle proprie capacità digestive, facendo in modo che il cibo sia digerito facilmente. Bisogna anche stare attenti ai cibi che producono ama , cioè tutti i cibi che hanno qualità pesante e sono difficili da digerire, non è necessario arrivare ad eliminarli completamente, basta mangiarli in una quantità che non indebolisca o sovraccarichi jatharagni.
Introdurre nella dieta frutta, verdura cotta o al vapore, minestre di vegetali, succhi di frutta e di verdura, spezie in cottura o in aggiunta ai cibi, burro chiarificato, digiunare ogni tanto (almeno una volta ogni due settimane), mantenere integra la forza di agni usando erbe che tonificano il fuoco digestivo. Queste sono alcune regole generali che possono aiutare a tenere sotto controllo ama.
"La scoperta dell'acqua calda"
A parte l'ironia che questo titolo può suscitare, uno dei metodi più semplici, efficaci e non dispendiosi per liberarsi di ama è l'abitudine di bere regolarmente acqua calda. Si fa bollire per 15 minuti circa un litro d'acqua, lo si mette in un thermos e lo si beve in piccole quantità durante la giornata. Facendo bollire l'acqua per almeno 15 minuti, oltre a far precipitare una parte dei sali minerali sciolti nell'acqua, si ha l'effetto di allentare le forze di Van der Wals, le forze di attrazione delle molecole. In questo modo l'acqua diventa più fluida e penetra più facilmente nei tessuti. A lungo andare, l'acqua al suo passaggio non solo pulisce il tratto gastrointestinale, ma penetra nei tessuti sciogliendo l'ama che si è depositato più in profondità.
Oltre a consigliare una dieta per mantenere jatharagni in equilibrio, l'Ayurveda consiglia regimi e stili di vita adatti alla persona e alle stagioni: routine giornaliera, routine stagionale, regolari terapie di purificazione (Pancha Karma), massaggi con olio, esercizio fisico sufficiente. Tutto questo concorre a mettere l'individuo in armonia con i ritmi e i cicli naturali e mantenere il fuoco digestivo forte ed equilibrato.
Ognuno di noi è un caso a parte e quindi non si possono dare regole precise che valgano per tutti. Ognuno dovrebbe capire da solo quale è la forza del proprio fuoco digestivo, quali sono i cibi che risultano pesanti da digerire e quindi da evitare o da usare con moderazione, quali sono i cibi nutrienti e facilmente digeribili, quale è lo stile di vita che più si adatta alla propria persona. Se risulta difficile capire tutto ciò, è bene rivolgersi a un buon terapista che possa dare i consigli adeguati

 

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