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Ayurveda in Kerala

   

Ayurveda in KeralaIl Kerala è lo stato indiano che più ha contribuito alla rivalutazione e diffusione della medicina ayurvedica. Per chi si reca in Kerala espressamente per beneficiare di queste cure è bene che sia preparato a districarsi nella “giungla ayurvedica” che si è materializzata in questo paese. Anche qui, infatti, come accade in tutti i paesi dove fiorisce l’industria turistica, è molto facile trovarsi coinvolti in situazioni che nulla hanno a che vedere con le reali tradizioni locali. Essere in Kerala non significa che in qualsiasi centro che espone un’insegna indicante “Ayurveda” si è certi di ricevere cure appropriate. L’India è un Paese che ancora non riesce ad effettuare controlli capillari sulla popolazione e sulle attività che questa esercita, inoltre la situazione di povertà in cui la grande maggioranza di questa popolazione versa, spinge lo Stato a sostenere un atteggiamento di tolleranza verso coloro che cercano in qualche modo di guadagnarsi da vivere. Esistono migliaia e migliaia di piccoli centri ayurvedici che non posseggono neanche i minimi requisiti per esercitare tale attività e, cosa ancora più preoccupante è che anche grandi colossi del turismo che si presentano con una veste da cinque stelle e prezzi da capogiro fanno la stessa cosa. Del resto la maggior parte dei turisti che si recano per la prima volta in Kerala per concedersi delle cure ayurvediche, prenota tramite agenzia di viaggi o internet. Le strutture che presentano maggiori servizi, ambiente occidentalizzato e prezzi concorrenziali sono quelle che vengono scelte. Effettivamente queste strutture sono preparatissime e organizzatissime a ricevere la grande massa di turisti che vi si riversa. Ma è proprio questo che le rende un’industria non sempre sensibile al rispetto delle persone e delle tradizioni. Con molti sorrisi accolgono persone provenienti da ogni parte del mondo e l’effetto piacevole che se ne trae è ormai famoso. Ma un conto è l’accoglienza per un turismo di relax, di altro si parla in un contesto di turismo medico.

Ma come fare a districarsi in questa giungla turistica-ayurvedica per scegliere le strutture in grado di esercitare la “vera”professione ayurvedica ?
E’ più semplice di quanto possa sembrare! Anche in questo ambito, il Governo del Kerala, ha fornito gli strumenti necessari a tale scopo emanando una normativa in cui tutti i centri ayurvedici presenti all’interno di strutture turistiche e dotati di certificazioni ed autorizzazioni sono catalogati e classificati in base alla qualità dei servizi offerti.
Tale classificazione prevede centri “Olive Leaf” e “Green Leaf” in cui i primi sono inseriti in piccoli alberghi mentre i secondi offrono servizi superiori in strutture di lusso. Basta accertarsi, prima di confermare la prenotazione, che il centro ospitato nella struttura scelta sia certificato Olive o Green Leaf.
Questo è già un modo per essere certi di ricevere cure appropriate.

Per chi invece vuole immergersi in quella che è la realtà tradizionale ayurvedica e ricevere cure mirate ad una risoluzione ad un serio problema medico l’attenzione deve essere rivolta agli Ospedali Ayurvedici del Governo oppure agli Ospedali Ayurvedici privati approvati dal Governo.
Gli Ospedali del Governo sono disseminati in tutto il territorio del Kerala. Al loro interno lavorano medici e terapisti provenienti dai migliori college ayurvedici . L’ambiente è essenzialmente indiano e non vi è traccia di occidentalismi. La grande massa di indiani che si rivolge a questi ospedali costringe ad attese interminabili per essere visitati ma i medici,in genere, ricevono privatamente nelle ore pomeridiane. E’ molto difficile riuscire a convincere un medico ayurvedico ad accettare un compenso. Il medico ayurvedico che presta servizio in un ospedale del governo considera sufficiente lo stipendio che percepisce dallo Stato. Per quanto riguarda i trattamenti prescritti si può scegliere di riceverli presso un centro privato autorizzato dal Governo onde evitare le attese estenuanti degli ospedali.
Gli Ospedali Ayurvedici privati appartengono a famiglie di lunga tradizione ayurvedica. Di generazione in generazione l’antica scienza si tramanda di padre in figlio portando con sé anche valori che arricchiscono queste famiglie di profondo senso umano del rispetto della vita in generale.
In queste famiglie si studia ancora il sanscrito, l’antica lingua indiana in cui sono stati scritti i sacri Veda. La cultura vedica è il fondamento di queste famiglie tradizionali in cui la medicina è filosofia di vita. Indubbiamente la frequentazione di queste persone è una grande fonte di cultura tradizionale non solo ayurvedica e forse è questo il motivo per cui l’era moderna non è riuscita a far scomparire questi semplici luoghi di guarigione.
Basta soffermarsi a guardare le persone che escono da uno di questi ospedali dopo aver ricevuto il trattamento quotidiano…la gioia, nei loro visi distesi, parla, attraverso gli occhi in una lingua universale che comunica con la sola espressione, l’emozione di un dolore lenito.

Tutti i poveri e gli indigenti del paese…e tutti i malati vanno in queste case, ricevono ogni sorta di aiuto e i dottori esaminano le loro malattie. Ricevono il cibo e le medicine richiesti dai loro casi, e quando stanno meglio se ne vanno da sé”.

                                                  Faxian V secolo (dotto buddista della Cina occidentale che si recò in India rimanendovi per dieci anni a studiare e tradurre testi dal sanscrito per poi metterli a disposizione dei suoi compatrioti)

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