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Attenti al lupo

 

 

   
 

(tratto da “Anche gli indiani si incazzano” di A.Giosuè)

Attenti al lupoLa forte crescita economica del Kerala, inserita in un contesto ambientale assolutamente lussureggiante, si deve attribuire alla giusta politica economica e sociale. Non si può comunque sottovalutare l’importanza che in questa crescita hanno avuto gli emigranti. Dal Kerala partono quotidianamente enormi masse di emigranti verso il Golfo dove vanno a costituire la maggioranza della mano d’opera. I più colti occupano posti di rilevanza con stipendi molto alti. Alcuni, già appartenenti a classi privilegiate, si uniscono a società arabe riuscendo a guadagnare enormi capitali. Le ingenti rimesse di valuta provenienti da questi emigranti permette ad una grande parte della popolazione del Kerala di cambiare drasticamente e positivamente le condizioni di vita delle loro famiglie. Basta viaggiare su una qualsiasi strada del Kerala ed osservare le costruzioni che si susseguono: accanto a miriadi di baracche o case in argilla e palme, sorgono maestose splendide case in muratura con rigogliosi giardini. Queste ultime sono state costruite, per lo più dei casi, con i capitali provenienti da uno o più familiari emigrati nel Golfo. I loro figli frequentano scuole riservate a classi agiate, le mogli usufruiscono di personale per la pulizia della casa, e tutta la famiglia può permettersi cure mediche adeguate.
Altri introiti non meno importanti derivano dagli emigranti negli Stati Uniti o Inghilterra. Questi, una volta raggiunto il pensionamento, tornano in Kerala dove, forti del potere d’acquisto delle loro pensioni in dollari o sterline inglesi, vivono in ville di proprietà con un tenore di vita molto alto e riversando quindi nel paese grandi somme di denaro proveniente dall’estero.
L’esistenza di questa parte di popolazione con una profonda conoscenza del mondo occidentale e occidentalizzati nei comportamenti, compreso lo sfoggio volutamente esagerato della propria ricchezza, unita alla enorme presenza di turisti, fa sì che la popolazione locale, mai recatasi all’estero, costruisca nella propria coscienza una visione dello straniero del tutto enfatizzata.
Lo straniero, nella fattispecie del turista, viene allora visto come persona proveniente da luoghi estremamente ricchi e quindi ricco egli stesso. Il turista, viene accolto quindi, non più come il Dio che si manifesta recitato nel tradizionale Namaste, ma come fonte di un qualche guadagno nel migliore dei casi, fino a divenire una vittima di vessazioni continue al fine di ottenere più denaro possibile nel peggiore. Sono situazioni fortunatamente ancora non molto frequenti, tuttavia il fenomeno è esistente e pertanto mi sembra doveroso divulgare l’informazione per salvaguardare quella parte di turisti che si recano in India con un animo assolutamente aperto e privo di difese mossi da un’idea dell’India dal cuore candido molto comune nell’ideologia occidentale. E’ importante parlare di questo anche a difesa della maggioranza della popolazione del Kerala che conserva l’antica tradizione culturale di grande rispetto verso lo straniero e verso il prossimo in generale perché loro potrebbero essere le uniche vittime se tale fenomeno dovesse prendere il sopravvento.
La crescita economica dell’India, in questa parte geografica ancora ricca di tradizioni, rischia di mettere in pericolo la genuinità dei rapporti umani in India tanto amata dagli esoticisti di tutti i tempi. Lo sciocco comportamento volto al solo perseguimento di estorcere denaro a tutti i costi, (perpetrato specialmente da donne indiane senza scrupoli verso donne occidentali che si recano in India nella speranza di sfuggire per un breve periodo di tempo dalle falsità dei rapporti umani nei loro paesi) riguarda una sparuta quantità di persone che occupano però posti di lavoro in cui godono di uno stretto contatto con i turisti ed ai quali, pur di risvegliare un sentimento pietistico, raccontano storie di incredibile miseria, frutto di pura invenzione. Coloro che parlano inglese, hanno frequentato scuole o ambienti in cui questa lingua è praticata e quindi non possono considerarsi estremamente poveri. In Kerala, chiunque ha un posto di lavoro è comunque fortunato! Devo ammettere la mia totale comprensione dei sentimenti contrastanti scatenati dalla enorme differenza sociale che viene a scontrarsi in questo piccolo lembo di terra. Qui, la condizione di estrema miseria esiste ma viene celata alla vista dei turisti per non sciupare il lieto svolgersi del soggiorno. Passano, i turisti, nelle loro auto con aria condizionata o nei Bus super lusso, sfiorando con gli occhi le grandi distese di palme senza poter scorgere ai piedi di esse le piccole capanne dei diseredati del Kerala. Ciò non toglie però che questi figli di un Dio minore vedano loro come apparizioni quotidiane e dolenti di figli fortunati di un Dio buono e ricco. E siccome anche tra gli indiani ce n’è qualcuno che non accetta la divina ingiustizia, ecco che una parte di loro reagisce con cinismo allo sfoggio di ricchezza visto e sentito come provocazione.
Gli sforzi che il Governo affronta quotidianamente sono rivolti proprio a questa fascia di popolazione ma i tempi di certe politiche già lente di per sé diventano molto più lente se ci sono da sradicare anche forti tradizioni sociali negative difficili da estirpare dalla mentalità di un intero popolo che alle quali purtroppo è ancora fortemente legato.
Una cosa buona, da parte nostra, è visitare questo meraviglioso paese considerando anche l’aspetto razionale nonché scettico della popolazione indiana e non sempre e solo quello spirituale e mistico.
Lo sfoggio di ricchezze è di cattivo gusto vista la grave situazione di povertà in cui versa la maggioranza della popolazione mondiale. Bisogna tenerne sempre conto specialmente quando ci si reca in luoghi in cui le disuguaglianze sociali sono ancora troppo evidenti. Recandoci in paesi come il Kerala portiamo ricchezza utile ad un popolo il cui Governo sta cercando di rendere autonomo. Mentre usufruiamo delle molteplici virtù di tale paese premiamo nello stesso tempo la buona volontà che questa gente sta dimostrando nel seguire le direttive politiche e alimentiamo nell’ideologia mondiale l’idea di un turismo educato e consapevole volto alla conoscenza e sensibile alle problematiche dell’umanità.
Nella cultura e nella buona fede risiede l’animo del viaggiatore.

 

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